sabato 19 ottobre 2019

Il Pacco Grande



La Cartoleria del CartolaioMatto è diventata "ufficio postale" per un noto corriere espresso da oramai un paio di anni; il giro ha ingranato, gli ispettori del noto corriere espresso sono molto contenti e soddisfatti della gestione del CartolaioMatto ed hanno quindi innalzato il numero di pacchi che può gestire in negozio.

Ieri mattina c'erano 34 pacchi nel magazzino. Non un record, ho toccato quota 40, ma un numero molto elevato.

Se per ogni cliente devo farli passare tutti per arrivare alla consegna del pacco corretto ci impiego parecchio tempo.

Tempo che fa spazientire il ritiratoredipacchi che, avendo fatto tutto in un click su internet, si aspetta che anche il ritiro sia "velocissimo".

Per sveltire il processo di individuazione del pacco corretto si passa quindi a fare domande stile Indovina Chi: da quale sito arriva, se proviene dall'estero o dall'Italia ed ovviamente la più semplice: è grosso o piccolo?

Il signor Pinco Pallino arriva trafelato alle 7:40, il CartolaioMatto ha bene o male aperto da dieci minuti e sta ancora sistemando soldi, luci, computer ecc.

PP: "Sono il signor Pinco Pallino. Dovrei ritirare un pacco; ho ricevuto la mail che è qui!"

CM: "Ok, bene, è un pacco grande o piccolo?"

PP: "Grande!"

Molto bene, ci sono solo 8 pacchi grandi si farà svelto a trovarlo!

1,2,3...8. 

Nulla, nessun Pinco Pallino.

CM: "Non sarà un pacco enorme?"

Perché praticamente in mezzo al negozio c'era questo pacco gigantesco, che non entrava nemmeno nello scaffale del retro del negozio.

No, è del signor Panco.

CM: "Mi spiace, probabilmente è di ieri pomeriggio il tentativo di consegna e non me lo hanno ancora recapitato."

PP: "Ok la ringrazio passerò nel pomeriggio"

Passa mezzora, entra un altro cliente, cerco il relativo pacco e fra le buste piccole il primo a saltarmi in mano è il pacco del signor Pinco Pallino.

Meno male che doveva essere grosso. In realtà è una busta di plastica con dentro un indumento, camicia o maglietta che sia, ma è tutt'altro che grosso.

Nel pomeriggio torna il signo Pinco Pallino

PP: "Buonasera volevo sapere se fosse arrivato il mio pacco!"

CM: "In effetti era qui già stamattina, tranne che lei mi ha detto che aveva un pacco grosso mentre questo era piccolo!"

Ammettere di aver fatto un errore? Piuttosto venderebbero la loro anima sul dark web.

PP: "Ah no, si sbaglia, non le avevo detto che il mio pacco era grande. Le ho detto che avevo un pacco piccolo!"

Prima regola del buon negoziante, dare ragione ai dementi per non incorrere in futili discussioni.

CM: "Ok, avrò capito male io; ecco il suo pacco piccolo"

PP: "Ah no, non può essere! E' troppo piccolo!"

CM: "Lei è il signor Pinco Pallino? Questo è il pacco del signor Pinco Pallino"

PP: "Mancherà sicuramente qualcosa! E' stato manipolato?"

CM: "No, guardi i sigilli sono integri, nessuno ha messo le mani nel suo pacco"

Da lontano si può ammirare un simpatico fumetto nero uscire dal mio cervello per evitare di rispondere con improperi al simpatico cliente minidotato. 

PP: "Verificherò"

CM: "Verifichi, verifichi. Buona Serata"

venerdì 11 ottobre 2019

Canada - Italia / 1 - 0

La cartoleria del CartolaioMatto è da qualche tempo anche "ufficio postale" per un noto corriere espresso. 

Tutto si sposta online, compresa la compravendita di oggetti, per cui quando mi hanno proposto di diventare loro punto non ci ho pensato due volte ad approfittarne.

Il compenso è misero, si parla di centesimi a pacco lavorato, a fine mese non esce che una cifra utile per una cena e nulla più.

Quello che interessa a me invece è l'aspetto pubblicitario: ogni cliente che entra vede il negozio, scopre quello che vendo e nel caso sia già stato qui si ricorda della mia esistenza; la percentuale di clienti che poi compra qualcosa è alta, quasi il 10%.

Rimane comunque un lavoro vero e proprio, i pacchi da gestire sono parecchi, sia in partenza che in arrivo, i clienti che possono creare problemi si moltiplicano e sale di conseguenza lo stress.

Anche perché ci sono dei pro e dei contro in questo servizio: uno su tutti il fatto che io non possa creare le spedizioni, ma solo gestirle in entrata ed uscita. In pratica è il cliente che on-line deve compilare il modulo con mittente, destinatario, contenuto, pagare e generare un'etichetta.

E' un bene il fatto che non debba gestire soldi in più, su cui tanto non guadagnerei nulla, anche perché vai a spiegare al cliente che, no, non può pagare con le carte di credito o bancomat (non perché io sia contrario, sia mai, ma perché rientrerebbe fra le vendite e quindi fra i miei guadagni da tassare, quando invece di quei soldi non vedrei nulla), ma è un male, cioè una perdita di tempo abissale, nel momento in cui arriva il cliente convinto di poter spedire direttamente dalla cartoleria e che pensi io a tutto quanto. 

Segue piccola spiegazione sul fatto che non si possa fare dal negozio.

Il cliente 99 volte su 100 non si accontenterà della spiegazione e farà ulteriori domande.

Tempo medio sprecato per gestire questa cosa: 10 minuti; momenti nei quali, se sono fortunato, non entra nessuno, ma a volte capita di far formare code di gente sbuffante.

Oggi entra una ragazza bionda canadese, molto bella, altissima, con due targhe di auto in mano.

Si rivolge a me in inglese e mi dice che le deve spedire in Canada.

Mi mostra un bigliettino di carta con l'indirizzo del destinatario.

Panico, sudore freddo.

Prendo fiato e mi lancio nella spiegazione, fortunatamente con l'inglese me la cavo benino.

Lei mi guarda, mi fa "ok, ok" e se ne va.

Non avrà capito nulla...figuriamoci...

Passa mezz'ora e torna nuovamente con le targhe in una mano ed il cellulare nell'altra.

Comincio a pregare tutti i santi in ordine alfabetico.

RC: "I've done it, now I need to print the label"

Oh misericordia! Ha capito di più una bionda canadese la mia spiegazione in inglese che tutti gli italiani che sono passati prima di lei che la ricevono in italiano!

Posso dire che il mio livello di inglese sia superiore a quanto pensassi!

mercoledì 9 ottobre 2019

Prendi Questa Mano, Zingara


Dimmi pure che destino avrò.

Entra una Zingara, non simpatica come quella nella foto, ma una di quelle da semaforo.

Quindi le antenne si drizzano, il razzismo innato si attiva e una lampadina si accende.

Anche perché oramai non mi fido più di nessuno, figuriamoci di qualcuno che ha la nomea di ladro e disonesto.

Io detesto i luoghi comuni, le generalizzazioni ed il razzismo in generale mi irrita. Ma...

...diciamolo, io sono diventato molto razzista in questi anni da negoziante, ma non discrimino per razza, sesso o colore della pelle. 

No, no, no.

Sono proprio razzista in generale, con i dementi, gli stupidi, i noiosi, a qualunque categoria essi appartengano.

La simpatica nomade mi chiede un evidenziatore e si porta in cassa.

Un euro e venti.

Mi porge la banconota. Una banconota da 50€. 

Ecco, lo sapevo! Vedi? Mi sta dando dei soldi falsi! Che tu sia maledetta!!!

Prendo la banconota...ma è vera! La tocco, la ritocco, è perfetta. Voglio trovare il difetto, la falsità, ma questa non ha né un pezzo di scotch né un angolo sgualcito!

Che vergogna, dubitare di una povera emarginata della società, farsi abbagliare da schifosi luoghi comuni.

Perché la banconota è vera, vero? Eh, sì che è vera, verissima.

Z: "Tu puoi dare me resto con peZi picoli, 5€?"

Adesso non esageriamo con la gentilezza. Qui i 5€ scarseggiano sempre, figuriamoci se te ne do 9 indietro. Non penso nemmeno di averli!

Le porgo il resto come voglio io quindi, una banconota da 20€, due da 10€ ed una da 5€ e vedo che intanto lei traffica con l'espositore dei temperamatite che ho sul bancone: ne prende uno, lo mette a fianco all'evidenziatore e mi fa:

Z: "Tutte e due un euro e venti"

Eccola, vedi? Ho trovato l'inghippo! Vuole in omaggio il temperino! Tranne che costa 3,50€, magari è un po' troppo come omaggio...

Pieno di amore e buoni sentimenti come gli orsetti del cuore cerco di spiegarle che, no, non li può pagare tutti e due un euro e venti.

Intanto il resto è sul bancone e la banconota nel registratore di cassa.

Z: "Da un altra (è volutamente senza l'apostrofo perché lei lo dice al maschile, ndr) parte tuti due un euro e venti"

CM: "Eh, no mi spiace, qui costa 3,50€"

Z: "Allora no volere più niente io"

La gitana spinge con disprezzo e stizza il mio resto indietro pretendendo la banconota da 50€.

Peccato che nel compiere l'azione le banconote che mi spinge indietro siano due da 10€ ed una da 5€.

Manca quella da 20€

Zan zan!

CM: "Ehm, cara, mancano 20€"

La zingara imperterrita mi spinge indietro i soldi facendo finta di nulla.

Scandendo le parole come si farebbe con un bambino le dico: "M a n c a n o 2 0 e u r o, d o v e l i h a i m e s s  i ?!?"

Fa scena muta e mi guarda. malissimo. Ne ho quasi timore.

CM: "Vedi tu, se vuoi chiamo i carabinieri."

La parola magica funziona più di Apriti Sesamo ad OK Il Prezzo è Giusto e, magicamente, la banconota da 20€ le cade dalla mano; fa finta di raccoglierla come se non se ne fosse accorta, come se non mi fossi accorto di tutto.

Puntandole il dito contro stile maledizione o madre di Domiziana Giordano all'Isola dei Famosi, scegliete voi, le urlo di tutto e di più.


CM: "Ti ho beccata brutta befana!! Ti rode eh, che ti ho beccata?!? Cosa credevi, che fossi uno stupido ciccione che si fa fregare?"


La zingara fa scena muta, mi guarda con un misto di odio e disprezzo. Si volta e se ne va scandendo a bassa voce quella che penso fosse una maledizione.


Zan Zan

mercoledì 2 ottobre 2019

Le Donne sono tutte cattive, tranne io e mamma...già mia sorella...

Quando il male assoluto ci parla, ci sussurra, biascica, a volte non si capisce... 


È un caldo pomeriggio di settembre nel Cartolerex.

Un affascinante cartolaio sovrappeso porge con garbo, ma con fermezza, con gentilezza, ma con sveltezza, né troppo, né troppo poco, perché poi é un attimo che esageri, i testi scolastici atti al superamento della classe istruttiva per i piccoli pargoli giunti ilari nell'umile cartoleria.

Ne ha ordinati, smistati, ricoperti ed impilati oramai più di 2000. 

Li vede ovunque. 

Sono ovunque.

I poveri padri che giungono spaesati chiedono sull’uscio dove possono trovare la libreria... e questa, caro il mio bietolone, dicesi cartolibreria: oltre le penne, i libri di scuola. Ritirano con timore reverenziale i testi scolastici della scuola elementare senza pagare, ovviamente, (paga il comune di residenza, ovunque tu risieda, da Trieste in giù)  sentendosi quasi in difetto.

Poi ci sono loro, le protagoniste di settembre, le madri.

Si dividono in macrocategorie:

- Le Novizie, hanno un figlio in prima elementare, sono oltre i 40, donne in carriera che Melanie Griffith scansate, ma non l’hanno mai fatto prima, non sanno come si fa, quanto dura, le dimensioni ... e la quantità dei libri (che quando gli piazzi sul bancone un pila di 30cm di libri strabuzzano gli occhi come Lucia Mondella la prima notte di nozze) e quindi tocca al bel cartolaio spiegargli il tutto. Loro giocherellano con i capelli, fanno le smorfiose, ignare che l’affasciante negoziante invece sbirci con la coda dell’occhio il barista belloccio che passa davanti alla vetrina col vassoio in mano.

- Le Seconde, hanno superato indenni il primo anno di scuola del pargolo e si presentano in negozio come le secchione della classe. Sanno tutto, sono preparate, si vede che hanno ripassato la sera prima di giungere in negozio. Sono le più facili, un po’ perché ordinano solo il sussidiario ed il libro di inglese, un po’ perché non hanno fatto comunella o creato attriti con le loro simili e quindi risultano molto gestibili nei momenti di prenotazione e di consegna dei testi scolastici.

- Le Cospiratrici, sono casalinghe o hanno un lavoro part-time, quindi dedicano molte ore alla crescita intellettuale del loro pargolo e sviluppano una sorta di tensione impercettibile alla vista ed all’udito, ma che si sente nell’aria: loro sanno che il bel cartolaio, per non si sa quale motivo, ordinerà, ricoprirà e consegnerà i libri scolastici prima alle acerrime nemiche! Quindi di notte procedono alla creazione di bambolotti voo-doo del bel cartolaio e gli infilano gli spilli in ogni dove.

- Le Jessica Fletcher, sono donne risolute, che lavorano a tempo pieno; sono avvocati, medici o comunque professioniste che comandano un nugolo di uomini sotto di loro; hanno poco tempo da dedicare al processo di ordinazione-prenotazione-ritiro-consegna-firmare le cedole dei libri scolastici quindi pretendono che sia fatto tutto in 2 giorni; scoprono con appostamenti, microspie o interrogatori stile Guantanamo quale sia il fornitore dei libri del loro bellissimo cartolaio di fiducia e si sostituiscono a lui chiamando e minacciando il suddetto grossista se non consegnerà in tempi brevissimi, 24 ore insomma, i testi scolastici in piccole scatole anonime.

- Le Erinni, sono donne separate, divorziate, divise o lesbiche che quindi hanno pochissimi rapporti con un maschio, lo considerano inferiore, lo odiano, lo detestano. Anche se si tratta di un cartolaio di una bellezza sconvolgente e di una gentilezza disarmante. Ordinano i libri il 5 settembre ( una settimana prima perché tanto cosa vuoi che ci voglia a far arrivare 5 libri, Il colosso giallo/nero che vende on line spedisce loro i vibratori in 12 ore! ), si salvano il numero del cartolaio nel cellulare sotto la A, in modo che lo trovino subito e dopo di che lo tempestano di chiamate, sms, whatsapp, messaggi nella bottiglia perché i libri non sono arrivati.

venerdì 20 settembre 2019

La Mamma Pancina



Giubilo e festa sia in tutto il regno!

Oggi ho avuto il mio primo incontro ravvicinato con una MammaPancina!

Per chi non lo sapesse, le MammePancine sono donne incinte, notevolmente bigotte, che hanno un rapporto estremo con la gestazione, il parto ed i figli. Vedono l'atto sessuale come aberrante, danno nomignoli assurdi agli organi sessuali per non nominarli ed in generale vedono appunto tale atto solo per la riproduzione e non per il piacere personale. Un ragazzo, Il SignorDistruggere, ha scoperto l'esistenza di questi "esseri" ed ha creato blog, pagine Facebook e profili Instagram con le avventure surreali di queste signore. Io ho sempre pensato che fosse tutto vero, nonostante ci siano parecchi detrattori, vedendo la fauna che popola il mio negozio, ma non ne avevo mai incontrata una!
Poveri uomini, però ve le siete scelte voi alla fine. Poi però capisci perché alcuni bussino alle porte di altri uomini. Ce li portate voi a fare il salto di corsia!

Entra questa ragazza, giovane, bionda, carina.

Deve fare una fotocopia della carta di identità.

Mentre mi porge le monete per pagare mi fa la domandapancina.

MP: "Volevo sapere se ha anche i colori per colorare le pance delle mamme"

Con la tranquillità e la normalità con cui si chiede "una matita HB"

CM: "Ehm, no, ma perché si possono colorare le pance?"

E, soprattutto, perché lo si fa?!? Ma non ho avuto il coraggio di chiederglielo.

MP: "Sì, certo che si colorano!" risponde la puerpera tutta stizzita.

Perché quando metti il bastone tra le ruote ad una MammaPancina è meglio che tu abbia una corazza medioevale addosso che altro che la furia della Montagna di Games of Thrones

Cerco di parare il colpo con frasi di circostanza

CM: "Ah, ma guarda, non lo sapevo proprio. No mi dispiace non ho articoli del genere nel mio negozio"

Una persona normale dopo una frase del genere si accomiaterebbe e abbandonerebbe il negozio con il suo squallido zainetto (cit.).

Non un cliente medio. Non nel mio negozio. Non una MammaPancina!

MP: "Ma non ha nessun colore che vada bene? Questi sono a base d'olio"

Ma se ti ho detto di no! Non li ho in negozio!

Se li avessi ovviamente te li proporrei per venderteli!

Non sono mica qui a pettinare le bambole o a fissare piastrelle!

CM: "No, mi spiace, non ho nulla del genere. Le uniche cose ad olio che ho in negozio sono i pastelli ad olio"

Ok, me le vado a cercare pure io, freno sempre la mia lingua troppo tardi.

MP: "E non vanno bene?"

CM: "Non saprei, non vorrei che facciano male"

MP: "Vediamo cosa dice sulla scatola!" con il brio del bambino che passa davanti ad una gelateria e conquista un cono 4 gusti!

Sulla scatola dei pastelli ad olio della Giotto, ovviamente, non c'è scritto se si possano usare sulla pelle.

Non si fida, le devo porgere la scatola e lo deve leggere lei.

Perché la prima caratteristica di un buon cliente medio è l'essere enormemente diffidente

Durante questo scambio di scatolette faccio funzionare il cervello e penso che, forse, possano andare bene i colori che si usano per mascherarsi a carnevale. Un articolo che comunque non tengo a prescindere nel negozio, ma che io eviterei di usare sul pancione di una donna incinta! Perché non si sa mai, sono colori alla fine e la cosa di colorare le pance penso sia utile come un frigorifero al polo nord.

MP: "No, non dice nulla per le pance delle mamme"

M A  D A I ? ? ? 

CM: "Mi spiace, arrivederci"

mercoledì 18 settembre 2019

Le Cose Importanti e Necessarie



Entra una ragazza, sui vent'anni, carina, normalissima all'apparenza.

RagazzaNormalissima: "Buongiorno, vorrei un blocco ed una penna"

CartolaioMatto: "Blocco grande o piccolo"

RN: "No, allora è meglio un quaderno. Piccolo. A quadretti"

Già ci sono le prime avvisaglie di disordine mentale, ma qui, ok, siamo ancora nell'indecisione di quando uno non è sicuro di cosa voglia. Non facciamoci caso.

RN: "E poi mi servirebbe una penna"

CartolaioMatto con la verve di Ana Laura Ribas ai tempi di "OK Il Prezzo è Giusto" le mostra la distesa di espositori di penne presenti sul bancone.

CM: "Eccole, guarda pure e scegli"

E qui esce il cliente genio, la demenza, il gelo nel sangue del povero cartolaio che deve tenere a freno tutto il sarcasmo che ha in corpo.

RN: "Una che scriva?"

In un mondo perfetto, dove poter sbeffeggiare i poveri cretini che fanno richieste idiote la risposta sarebbe stata: "Aspetta che vado in magazzino dove tengo nascoste quelle che scrivono! Sai qui sul bancone tengo solo penne finte o secche, che non scrivono più!"

E invece no, meglio mordersi la lingua, anche perché sono da poco passate le 8 quindi chi ha voglia di discutere, andare direttamente al bancone e prendere una BIC.

lunedì 16 settembre 2019

Superare i Propri Limiti



Primo giorno di scuola archiviato, anche già da un po' se è per quello.

Oggi cominciano le cose seriamente, la prima settimana completa di studio, di compiti, di levatacce alle 6 di mattina.

Ho retto bene il colpo quest'anno, mi compiaccio da solo!

La consegna dei libri procede quasi impeccabile, ne mancano ancora parecchi, ma considerando il fatto che l'ultima ordinazione è di venerdì scorso direi che sono nella norma.

Anzi, per ora, lo dico sottovoce, senza farmi sentire, ci sono meno rompimenti e problemi degli anni passati.

Le cedole librarie stanno arrivando con una velocità incredibile. Tutte le scuole le hanno già pronte! (tre/quattro anni fa una scuola le consegnò dopo il ponte del 2 Novembre.....)

C'è da sottolineare poi il fatto che quest'anno il sottoscritto abbia dovuto servire 110 pargoli in più rispetto allo scorso anno dato che una delle cartoleria più vicine ha smesso di fare le prenotazioni e si sono quindi riversati in massa qui.

110 non sono pochi in più, praticamente tutte elementari, vale a dire libri pagati dal sottoscritto ora, lunedì prossimo per la precisione, e rimborsati dal comune...beh, a saperlo! Ho provato ad aspettare fino ad Aprile alcuni anni. Altre volte Febbraio. Gennaio è la normalità...lo scorso anno fu prima del 31 Dicembre, un vero e proprio record che spero diventi una consuetudine.

Tutto questo per dire che, per chi non lo sapesse, i cartolai fanno da finanziatori del comune perché anticipano i soldi, fanno lo sporco lavoro di prendere gli ordini, dividere i libri, chiamare i genitori, sopportare le mamme che stressano, per un numero n di mesi si spera il più breve possibile, ma mai inferiore comunque ai 3.

E perché lo fai? 

Chi ti spinge a farlo?

Che, c'è qualcuno dietro che ti spinge a farlo?

Spingitori di Cartolai che ordinano libri! (cit)

A parte gli scherzi, si fa ovviamente nella speranza di vendere qualcosa di cartoleria; ad occhio pare che i nuovi arrivati si stiano comportando bene, un minimo di spesa la fanno in parecchi, diciamo un 10-15% delle nuove leve, vedremo a fine mese quando si tireranno le somme.

Per ora tiro al 23 settembre, data fatidica di scadenza dei pagamenti! 

Sigh. 

venerdì 6 settembre 2019

Tristezza per favore vai via




Oggi il CartolaioMatto è in una veste diversa, non fa ridere, non scherza.



Stando dietro al bancone del negozio, come avete letto, se ne vedono di cotte e di crude, ci si diverte, ci si arrabbia ed il tempo passa quasi senza accorgersene.



Per fortuna non tutti i clienti sono dei noiosissimi perditempo, dei pazzi strampalati che perdono la bavetta dalla bocca o degli stalker. Alcune sono persone meravigliose che entrano nella tua vita e diventano una costante della giornata, un appuntamento fisso.



Avevo pensato alla riapertura del blog di scrivere qualcosa su di lei, la NonnaPatrizia, perché era diventata una colonna portante del negozio: la mattina era scandita dal suo passaggio per controllare che tutto procedesse bene, che non ci fossero problemi, prima di andare a bere il caffè con le sue amiche.



Lo faccio solo ora, troppo tardi, perché da ieri notte non c’è più, dopo una fulminante malattia.



Io l’ho scoperto solo una settimana fa, da leonessa quale era non ha voluto far sapere nulla fino in ultimo per non avere compatimenti che non avrebbe gradito.



NonnaPatrizia che ha dovuto crescere un nipote, dopo due figli, che ha portato a raggiungere il proprio sogno di entrare in un’accademia militare, giusto in tempo la scorsa primavera.

Andare alle riunioni a scuola, accompagnarlo alle visite, crescerlo, fargli fare la maturità e superare un numero assurdo di esami per entrare in accademia. Procurargli vestiti, giacche, magliette, mutande.


Un giorno l'ho dovuta aiutare in fretta e furia a preparare un pacco con venti paia di mutande perché il nipote in accademia era rimasto senza ed era riuscito a mandare un messaggio furtivo ( già in accademia i cellulari non esistono. Diciamo che dai racconti assomiglia più ad una prigione!) in cui chiedeva aiuto in quanto rimasto a corto di braghe! Ridevamo pensando al controllo all'ingresso che poteva aprire il pacco e trovare mutande e cioccolatini!



Una donna fortissima, quasi militare negli atteggiamenti, un vero e proprio comandante.



Eravamo uno il confidente dell’altro, ci davamo del Tu, io normalmente faccio fatica a dare del tu ad una persona di quasi settant'anni, per rispetto, educazione. Eppure eravamo entrati in sintonia, ci confidavamo di tutto, ci facevamo da psicologo l’un l’altro e non ci facevamo mancare dei bei pettegolezzi.



Si merita un post, forse troppo malinconico rispetto al blog, forse troppo confuso a causa delle lacrime che ancora mi scendono, ma non si può non fare omaggio a questa donna spettacolare.

giovedì 23 maggio 2019

Clients Collection - Il Carabiniere

La clientela della cartoleria del CartolaioMatto spazia fra le diverse categorie sociali e ovviamente anche le forze dell'ordine sono ben rappresentate.

Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri, in pensione o ancora abili ed arruolati, in parecchi frequentano il negozio.

Fra di essi ovviamente qualcuno spicca su altri.

Io non sopporto i luoghi comuni, anzi, però mio malgrado ho constatato in più occasione il perché un'arma molto amata sia spesso oggetto di barzellette.

Sto ovviamente parlando dei Carabinieri.

La scena a cui ho assistito è surreale: ci sono quattro personaggi, il CartolaioMatto, il Carabiniere, un signore anziano appassionato di lavoretti di bricolage ed un Mr.Muscolo che fa il buttafuori nel supermercato vicino, una specie di Mastro Lindo.

Il carabiniere interroga i due avventori ed il sottoscritto sulle equivalenze fra gli animali ed i mezzi delle forze dell'ordine; e così la gazzella è la macchina dei carabinieri, la pantera quella della polizia, e via dicendo. Mi sono perso sul che mezzo fosse la lince, o l'antilope, ora non ricordo l'animale, perché è entrato un cliente che aveva bisogno di fare fotocopie proprio mentre si risolveva l'enigma.

Che peccato.

Poche settimane fa invece il carabiniere si improvvisava dilettante allo sbaraglio cantando Edoardo Bennato per un ristretto e fortunato pubblico, confidandoci di aver anche fatto i provini per andare alla Corrida. Canzoni mai sentite prima, a parte il Gatto e la Volpe. Il risultato, come dire, ecco, il ragazzo si deve impegnare di più...a fare il carabiniere. Infatti non è stato selezionato. Chissà come mai...

Ad aver avuto qui un campanaccio o due coperchi di pentole avrei saputo come usarli!

Come infrangere il sogno di un povero carabiniere che, ovviamente, non assomiglia minimamente a quello in foto purtroppo.

mercoledì 15 maggio 2019

Il Disagio ambientale per la mancanza del Gruppo Classe


No, non è il nuovo titolo di un film di Lina Wertmuller, ma una frase pronunciata dalla madre di un pargolo, l'altro giorno, fuori dal negozio.

Inizia a fare caldo, le porte sono spalancate, e c'è silenzio.

Si odono solo le urla di queste Erinni perché, ricordiamolo, le madri dei pargoli si trasformano nel periodo maggio-ottobre ed assumono la forma di mostri danteschi. Non capisco quante siano, tre, forse quattro. Non le vedo, le sento e basta, ma ne ho timore!

Stanno discutendo della formazione delle prime classi nella scuola media di zona.

E1: "Mio figlio è stato l'unico penalizzato perché nella riunione il preside aveva promesso che avrebbe mantenuto il gruppo classe ed invece ora l'hanno messo nell'altra sezione!"

E2: "Io devo essere penalizzata perché non ero presente all'ultima riunione?!?

E1: "E vorrei tanto sapere invece perché il gruppo classe della scuola delle suore è stato mantenuto?"

E3: "Tutti questi bambini separati poi non riescono a socializzare"

E1: "Il suo gruppo classe è rimasto unito e l'unico escluso è mio figlio! Allora io dico, Preside, deve risolvere questa situazione"

E2: "Perché io gliel'ho detto quasi piangendo. Sono arrivata come una pazza qua. Perché cavolo, solo io non c'ero alla riunione l'altro giorno?"

E1: "Mio figlio va incontro ad un possibile disagio ambientale perché si ritroverà escluso dal suo vecchio gruppo classe!"

E3: "Siamo noi che dobbiamo distinguerci dagli altri della scuola delle suore!" 

E3: "Ma ho saputo che i genitori di alcuni bambini sono riusciti a re-inserirli nel gruppo classe"

Invece un'altra mamma è contenta che la pargola non sia più nel gruppo classe! Eh sì, perché la piccola pare abbia fatto nomi e cognomi degli altri pargoli da cui si è staccata e che pare fossero delle teste calde e quindi meglio non vederli più

E4: "Ma io non faccio nomi, eh."

E3: "Ma sì, dai, quella, la figlia di Anastasia, Genoveffa!"

E2: "Ah, quella! Te l'avevo detto!"

Per chi non avesse compreso l'entità del problema le Erinni stavano parlando del fatto che nel passaggio scuole elementari (sono tre nella zona) - scuola media (una unica, molto grande) alcune sezioni fossero rimaste unite ed altre invece mescolate a briscola.
Fra quelle rimaste unite alcuni alunni però, non si sa il perché, sono stati smistati in altre sezioni.

Dramma.

Tragedia.

Disagio ambientale.