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sabato 18 giugno 2011

Grazie, Signore Grazie


Ti accorgi che Dio esiste anche dalle piccole cose, dai gesti gentili quotidiani, dalla bellezza della natura...

Entra un ragazzo, sulla trentina.

Alto, più di me, quindi molto alto, direi verso i 2 metri.

Elegante, molto elegante, in camicia e cravatta.

Profumato, di buono, ma senza esagerare tipo arbre-magique.

Magro e muscoloso, del tipo che le spalle facevano provincia e si notavano i pettorali sotto la camicia.

Minimo c'avrà avuto 7 tartarughe ninja al posto dell'addome e della pancia.

Praticamente un Bronzo di Riace, ma vestito.

Son quei tipi che se stazionano nel raggio di 1km da me mi rendono nervoso.

Ma erano molto belli pure quei due brufolazzi situati uno a destra ed uno a sinistra del suo meraviglioso naso e contornati da un'enorme chiazza rossastra...

Grazie, Signore Grazie, Grazie, Signore Grazie, Graaaaazie...

venerdì 17 giugno 2011

Stiamo Scadendo Nel Ridicolo - Vol.3



Insomma, ricapitolando, il week end "rose e fiori" si è trasformato in "E.R. e Grey's Anatomy"

Domenica mattina al capezzale della fiamma che stazionava in letto...

Domenica pomeriggio al capezzale della fiamma che stazionava sul divano...

Domenica sera al capezzale della fiamma che stazionava al pronto soccorso...

Lunedì mattina avanti ed indietro dall'ospedale per prendere vestiti e quant'altro

E, no, parenti vicini non ce n'erano.

E amici pochi, ché vive lì da poco.

Giusto l'ex-fidanzato, ma avrei evitato.

Anzi, a dire il vero, l'ho schivato.

Sì, perché il tipo non si vuole fare una ragione della fine della loro storia.

E praticamente penso di averlo incontrato mentre io salivo e lui scendeva le scale dell'ospedale...

Già, perché a me queste cose vengono sempre raccontate - per fortuna - dopo...

E lui alle 8 era già in ospedale.

Con due focaccine...

Lunedì pomeriggio avanti ed indietro dall'ospedale, perché ne mancava sempre uno a far trentuno..

Ad oggi continua la degenza a casa, della mamma, con febbre che viene e che va...assoluto riposo per almeno 2 mesi 2.

Cioè, a parte la malattia che non mi fa assolutamente ridere, però, voglio dire, la situazione intorno..

Ma gli sceneggiatori di fiction chiamassero me!

Non ho bisogno di scervellarmi, io!

Tutta roba, buona, vera e genuina qui!

Vita vissuta e reale!

giovedì 16 giugno 2011

Stiamo Scadendo nel Ridicolo - Vol.2


Ma veniamo all'avvenimento succulento, al primo piatto del menu, al "ma non è veramente possibile!"

Sabato sera scorso, quello prima ancora dell'ultimo, primo incontro galante con una nuova fiamma, tutto molto bello, la serata passa per bene, meraviglia e stupore...

...ma la domenica mattina....

Fiamma: "Tesorino (e non voglio battute sarcastiche sull' "ino" !), cosa sarà questo male qui al centro dello sterno?"

CartolaioMatto: "mah, niente, che vuoi che sia.."

F: "Poi mi sento la febbre..meglio se la provo"

CM: "Ma, sì, un po' di spossatezza, stanchezza da fine settimana lavorativo..."

F: "Uhm, sì, 38.5...e mi sento debole."

CM: "Eh, un pochino di febbre, che sarà mai.."

F: "E non mi sento le braccia però...le sento fredde e con le formiche"

CM: "... io chiamerei il 118..."

F: "No, no, non sto così male..."

F: "Oddio, mi vien da vomitare"

CM: "... io chiamerei il 118..."

F: "No, no. E' stato di sicuro il carpaccio di ieri sera che mi è rimasto sullo stomaco"

CM: "... io chiamerei il 118..."

F: "No, no, ora prendo questo e passa..."

CM: "..."

F: "Chiamo la vicina di casa, che lavora come volontaria sulle ambulanze..perché non mi sento affatto bene..."

CM: "Eh, e magari il 118 pure.."

F: "Ma no, ma no.."

Vicina di Fiamma: "Io chiamerei il 118!"

F: "Eh, dai, forse è meglio"

Ni-No-Ni-No-Ni-No

Pronto soccorso

Ah, ovvio che erano oramai le 7.30 di sera

Alle 10.30 il verdetto:

Infiammazione del Pericardio

F: "Stanotte mi tengono qui in osservazione, tu va a casa a dormire tranquillo"

CM: "Eh, beh, certo, tranquillo, in una casa sconosciuta pensando a te in ospedale con sta cosa del cuore infiammato..."

Esami su esami hanno poi dato il verdetto di Infiammazione del Miocardio, che è meglio, tra parentesi.

Se questo è l'effetto che faccio, meglio che me ne sto da solo forse..

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CamionistaRomeno: "Neanche una giornata insieme e già hai rotto il giocattolo! Non ti vergogni??"

giovedì 21 aprile 2011

Laureandum


La psicodottoressa si sta laureando, evviva!

Quindi è un continuo di stampe di tesi e correzioni dell'ultimo momento e ristampe di tesi e correzioni e io non la sopporto più.

Perché mentre stampo, lei parla.

Tranne che ripete sempre le stesse cose.

Adesso ha gli influssi paranormali dell'ex-ragazzo.

Insomma, ex-ragazzo, ex-personaggio con il quale divideva il letto di tanto in tanto.

Le sue storie d'amore non durano mai più di 15 giorni.

Storie d'amore di cui ovviamente il sottoscritto (insieme agli altri negozianti della via frequentati da lei) sa, anche se non vorrebbe assolutamente, tutti i più piccoli dettagli.

E i più grossi.

E le tempistiche.

E le dinamiche.

E insomma, il pudore questa lo lascia a casa la mattina quando esce.

Dicevo, ora lui, da lontano, le fa i dispetti paranormali.

Accende la televisione.

Spegne le luci.

Sposta le banane nel lavandino.

Fa cadere ferri da stiro.

All'inizio era divertente come cosa, la prendevo in giro senza che se ne accorgesse, dandole ragione, anzi cercando di crearle nuove esperienze paranormali, facendo cadere cose e incolpando lui.

Ora, dopo un mese quasi, io mi sono stufato del giochetto e lei ha frantumato tutto il frantumabile.

Quindi ieri l'ho minacciata: non voglio più che nomini il suo nome invano nel mio negozio come causa di qualunque cosa accada.

Perché adesso è colpa dell'ex se il professore le corregge di continuo la tesi.

Si è messa in testa che non la vuole far laureare.

Ma magari, aggiungerei io!

Non pensa che magari è normale che un professore ti faccia correggere più volte la tesi.

No, lei vuole tutto e subito.

giovedì 24 marzo 2011

Salvabuchi


La Studentessa di Medicina, oramai laureata, deve sistemare gli appunti per l'esame di Stato perché deve restituirli alla legittima padrona che ne ha bisogno; peccato però che le 200 pagine della dispensa ed il raccoglitore siano ridotti ormai a cartastraccia, anzi peggio: fogli strappati, fori aggiustati con lo scotch - pure male - macchie di caffè e di chissà cosa altro.

Se avesse conciato così i miei appunti, adesso non sarebbe certo viva...meno male che l'ho conosciuta nel periodo post-università e che abbiamo fatto due percorsi differenti.

E quindi la ragazza vuole fotocopiare questi benedetti fogli, perché non può certo ridare alla sua compagna questo schifo.

E poi sistemare i fogli strappati con i salvabuchi, perché lei comunque deve continuare a studiare: io quei cosi li odio perché non so usarli.

E' dalla terza elementare che non li voglio neanche più vedere. La scatoletta mi si rompe subito e poi si appiccicano fra di loro o sulle mie dita, sui vestiti, dovunque...salvo che sui fogli.

Ma di fare tutto sto lavoro da sola non se ne parla neanche, no, no...le serve aiuto.

Perché lei è stanca! Lavora troppo!

E chi l'ha dovuta aiutare?

Ma perché abita così vicina?

Ma perché non c'è nessun altro nel raggio di 5km che la aiuti?

Ma perché io sono così buono?

Ma perché lei è così disordinata?

Ho ancora salvabuchi fra i capelli, sui vestiti e penso pure nelle mutande, manco fossero stati coriandoli!

lunedì 7 febbraio 2011

Medicina Generale


L'altro giorno sono stato poco bene, un mal di stomaco pazzesco che non riuscivo neanche a muovermi. Una congestione, perché il CartolaioFurbo è uscito con -20 gradi fuori in strada senza mettersi niente addosso appena aperto il negozio e così un'ora dopo ero bloccato dai dolori. Mai provato una cosa del genere.

Ero praticamente sdraiato in negozio, fortuna che sono entrati pochi clienti e c'era mia mamma che mi ha dato una mano.

Tutti carini si sono preoccupati per la mia salute, pare che fossi anche bianco come un fantasma.

Una signora è persino entrata stamattina in negozio per vedere come stessi. Che cara.

Verso le sette e dopo due limonate il dolore era praticamente scomparso, ma non è che stessi proprio come una rosa in fiore.

Entra la studentessa di medicina praticamente dottoressa.

CM: "Guarda, oggi sono stato male davvero tanto, un male qui allo stomaco che mi prendeva fino alle costole, per tutto il busto."

S: "Aspetta che vado a prendere il libro per vedere cos'hai"

CM: "COME VAI A PRENDERE IL LIBRO??? Senza non sai cosa posso avere?"

S: "Boh...Gastrite!"

CM: "Mah, non sento acidità, né bruciore, ne sei sicura?"

S: "Gastrite!"

Ripete lei come un disco e va a prendere il suo libro.

Che meriterebbe un post a parte.

Non è un libro.

No.

E' una cosa.

Di carta di sicuro.

Tutto sottolineato, strappato, senza la copertina, con le pagine piegate e i bordi mangiucchiati.

Insomma, uno schifo.

Comunque, dopo aver letto la sua Bibbia, esclama:

S: "Gastrite!"

CM: "..."

S: "O sennò tu dovresti avere un infarto e invece non ce l'hai.."

CM: "Sì, beh, dopo 3 ore sarei crepato penso. Io direi che magari è stata una congestione, no?"

S: "Ah, sì, può essere"

CM: "Eh...forse?"

S: "Comunque adesso tanto stai bene, quindi basta"

CM: ":::____::::____::::"

e comincia a raccontare i fatti suoi.

Siamo in buone mani, non c'è che dire.

Ma...

S: "Dopo due mesi di internato -magari!- non ho ancora ucciso nessuno, ma ci credi?"

CM: "No, in realtà no. Confessa, dove hai nascosto i cadaveri?"

martedì 7 dicembre 2010

Maddalena's Anatomy


E' appena andata via Lei, la Grey's Anatomy de noartri, non prima di spiegarmi i suoi progressi in campo medico.

M "Sai, adesso riesco a sintire la frequenza. Ho preso un bell'orologio e ora ce la faccio"

CM "Oh, bene, ma che brava"

M "E' sulla pressione che devo fare ancora pratica"

CM "Uhm"

M "Ci sono tutti questi vecchiettini in reparto che mi fanno da cavia, ma a quelli che stanno troppo male non riesco ancora a prenderla"

Oh! Grande! Giove!

M "Il dottore mi richiama, dice che devo esercitarmi, ma è difficile"

E ride!

Oh! Grande! Giove!

Giuro che se non l'avessi sentita con le mie orecchie, stenterei a credermi!

E' allucinante.

Degna di nota la mise della suddetta ragazza.

Partiamo dal presupposto che non è magra. Ha un fisico molto mediterraneo, quando dico molto intendo che porta l'ottava di reggiseno.

Maddalena è fiera del suo corpo e io sono contento per lei che non si faccia problemi, ma indossare camicetta e shorts come Daisy Duke in Hazzard mi pare esagerato.

Anche perché sono shorts molto shorts ed i bottoni della camicetta esplodono nella parte alta.

Se uno le fa notare che forse è un tantino esagerato come abbigliamento, specie in una città e non nel paesino al mare, lei con supponenza risponde che è bella e quindi se lo può permettere.

lunedì 6 dicembre 2010

I AR



Sabato sera entra in modo spavaldo in negozio Maddalena, ragazza che sta per diventare medico e che quindi ha iniziato a fare praticantato in ospedale.

M: “Non riesco a provare la pressione!”

CM “Ma come, scusa? Stai per diventare dottoressa, potresti quasi già operare e non sai provare la pressione?”

M “Eh, ma non è semplice. Mi hanno dato tutti i vecchietti per fare prova, ma non ci sono riuscita e il primario si è arrabbiato”

CM “Eh, beh, ti credo! E' una cosa semplice, la so fare anche io, scusa”

“Mi insegni allora? Dai, dai insegnami come si prova la pressione!”

Il fato, il caso, il destino, la sfiga, vuole che io avessi un aggeggio per provare la pressione nella cassetta del pronto soccorso.

E in men che non si dica il negozio si trasforma in un'astanteria.

M “Ah, ma che bello questo! Quello che hanno in ospedale è tutto vecchio e rovinato”

CM “Eh, io non è che provi la pressione a tutti i vecchietti che entrano e, anzi, non devono neanche sapere che ho questo affare! Sennò sai che processione?”

Si comincia bene, dato che non sa neppure piazzare (io non conosco i termini esatti, però almeno lo so fare) il bracciale sul braccio.

Lei infatti lo posiziona poco più su del polso e lo stringe pochissimo.

CM “Ma Maddalena pompa più forte! Ci credo che non riesci in ospedale! Su forza, fai andare sta mano. Dovresti essere abituata!”

In tutti i doppi sensi che si possono pensare.

Perché lei è abituata e lo sa tutto il circondario perché si vanta con tutti delle sue abilità e conquiste.

E invece no. Dà un colpo e poi sta ferma 5 secondi. Ovvio che così non si riuscirà mai; comunque dopo tre, quattro prove (su di lei, io non mi fido neanche per una cosa così semplici ad offrirmi come cavia) alla fine pare abbia capito come si faccia a fare questa complicatissima operazione.

CM “Bene, ci rivediamo qui domani con la prossima lezione:
Come mettere una supposta"