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giovedì 30 giugno 2011

Capisco Che Sono Stanco 2, la Vendetta


A che punto della giornata uno si accorge che alle 7 ha indossato i jeans vecchi e con le toppe che di solito usa in casa per fare lavori al posto di quelli nuovi?


Forse appena li ha messi su?



No, no.



Almeno all'una quando è tornato a casa per mangiare?



No, no.



Magari alle due prima di uscire di nuovo?



No, no.



Alle 8! 

Quando rientra a casa e si cambia accorgendosi delle toppe mentre li piega...



Sì, ieri avevo la testa altrove...

mercoledì 4 maggio 2011

L'Amico Giusto


Non che ce ne sia bisogno di ringraziarlo.

O di ripetere che è il numero 1.

Perché è il mio migliore amico, il mio confidente di fiducia e sa sempre tutto quello che faccio.

E mi consiglia, mi aiuta, mi sostiene e mi vuole bene anche a distanza, come se fosse un padre.

E quel giorno fatidico in cui iniziai a prestare denaro al bastardo il mio CamionistaRomeno me lo aveva sconsigliato.

Ero giusto andato a trovarlo visto che era nelle vicinanze e mi vedeva strano.

Gli raccontai che il MercanteinFiera mi aveva chiesto dei soldi in prestito per continuare il suo lavoro e che glieli avrei dati in serata tornando a casa.

Lui era diffidente, pur senza conoscere il soggetto, ma avendo solo le descrizioni ed i pettegolezzi che gli raccontavo io.

Ricorderò per sempre che su quella panchina mi disse di non farlo, di pensarci bene, di pensare alle conseguenze.

Ma ricorderò ancora di più la sua telefonata di oggi in cui mi ha detto che si sente in colpa e sta male per non avermi fermato quel fatidico giorno del primo prestito, per non aver insistito, per non avermi minacciato.

Perché sa che io sto male per essere stato preso in giro e trattato male da uno che consideravo un vero amico e quindi di conseguenza sta male anche lui.

Perché continua a pensare che se avesse usato maniere più forti io i soldi non glieli avrei prestati.

Ed è vero, perché se avesse messo sulla torre se stesso a fianco del Mercante non mi sarei nemmeno fermato a pensare chi buttare giù, l'avrei fatto in un millesimo di secondo.

Ma, posto che in garage non ho una DeLorean, ora basta, che già son stato male tutta settimana, sono stufo, guardo avanti, giro pagina e cerco di pensare positivo, che magari magari il bastardo tra qualche mese si raddrizza e, per come è orgoglioso, mi inizia a restituire qualche soldo!

Lo so, sarebbe un finale da film Disney, ma non si sa mai...

E, no, non assomiglia per nulla al camionista in foto, giusto l'opposto.

venerdì 29 aprile 2011

Ho Bisogno Seriamente di Aiuto

Dunque, in questi giorni non sono in me, e questo probabilmente si era capito.

Non scrivo più di tanto, sopporto pure i clienti più rompi.

Non mi accorgo delle richieste astruse.

Per dire, l'altra sera Kaori con le sue "poco più grande" "poco poco più piccola" "un po' meno" "un po' di più" "Sì, bene, bravo, ancora" ah, no, questa era un'altra storia, comunque dicevo non ho mandato a zappare la terra nemmeno lei.

Perché la storia a distanza, diciamocelo, era ininmaginabile.

Ed è finita.

Però io mi ero preso.

Ed è stato posto un punto alla storia prima che potessero succedere guai peggiori e ci si prendesse e si facesse qualcosa di più.

Comunque, che avessi mandato più che a zappare la terra il Mercante in Fiera durante quel week end è assodato.

Ha disturbato al telefono più e più volte, ha fatto battutine stupide che poteva benissimo evitare, mi ha ferito e punto, per me non è più un amico.

Ma c'è un ma, che poi è anche il ma per cui scrivo.

Il sottoscritto Cartolaio Pirla, in qualità di Cartolaio Pirla, ha prestato una quantità X di quattrini al suddetto bastardo.

Il Cartolaio Pirla quindi non può tagliare i ponti di punto in bianco con il Mercante in Fiera.

Eh, no.

Che altrimenti non rivede più un euro.

Il problema è che lui in questo momento i soldi da ridare non li ha.

Lo so, è vero, si sono rotte svariate cose e non ha fatto un fondo di emergenza come suggerito dall'Economa.

E quindi vabbè, abbiamo iniziato a risentirlo, a parlarci, a vederlo una volta ogni tanto, perché di più non reggo.

E io, da bravo attore quale sono, risulto credibile come ancora "amicone".

Il problema è che in questi giorni non sono in me per la questione di cuore, e si vede, se ne accorgono i clienti, se ne accorgono pure i piccioni per strada.

Se n'è accorto pure lui. Ovvio. Sono un libro aperto, io. Mi si leggono in faccia le cose.

Bene, dieci minuti fa, forse quindici che ho scritto parecchio, mi chiama il Mercante in Fiera e mi chiede come sto.

Io gli dico che non è che sono un fiore di campo, ma che non penso nemmeno di buttarmi nemmeno dal 10° piano di un palazzo.

E allora lui ha l'idea geniale:

MiF: "Dammi un po' il suo numero di telefono, che chiamo io per dire 2 o 3 cosette"

Sì, perché la rottura è venuta più per volontà di valle che di monte..ma non fa nulla, non provo rancore, sto semplicemente male.

Ma telefoni tu cosa? Ma che scherza? Ma ohhhh! Son fatti miei, ho sbagliato a parlartene, ti odio, cosa cavolo ti inpicci ancora? Io mi son mai messo a parlare con una delle tue ex-fiamme che tu hai mollato? Per prendere le loro parti, ovvio, perché eri tu che le lasciavi in malo modo di punto in bianco, dopo magari 2 mesi, quando a me dopo il primo incontro dicevi che era "solo una cretina, mi annoia, però me l'ha data subito! E come fa lei....nessuna mai."

E qui ci sarebbe da aprire una parentesi su ste benedette ragazze che, voglio dire, tenete chiuse ste gambe almeno la prima sera, diamine.

Io ho intenzione di mantenere buoni rapporti anche se non ci vedremo penso più, anche giusto un messaggio su faccialibro, per dire. Non sono geloso di futuri nuovi amori, ecco, che immagino arriveranno, spero da entrambe le parti e più che altro nel raggio di massimo 30km.

E non ho intenzione di mandare a quel paese nessuno, anche perché appunto è stata una scelta bilaterale, sofferta da ambo le parti.

Ora sono fortemente arrabbiato con quel gran bastardo del Mercante in Fiera, ho paura che scriva stupidate attraverso faccialibro e ho paura, più che altro, di non rivedere i miei danari.

Era un amico, glieli ho prestati volentieri, aveva bisogno, ok.

Ma ora basta, puoi fare tutto quello che vuoi, basta che non crepi che io rivoglio indietro i miei soldi.

Ma come posso fare a mantenere uno stato di calma apparente davanti alle sue sparate?

Voglio dire, punto 1 non raccontargli più niente è scontato.

Ma punto 2?

Sopportare in silenzio?

Devo tenerlo buono, ancora per un bel po' mi sa.

MA non ne ho voglia e non so come fare.

Idee? Suggerimenti?

Anche solo un messaggio di compatimento è ben accetto.

Un abbraccio a distanza.

Un ciao.

Evitate di scrivermi, vi prego, che "Non avresti dovuto prestarglieli!"

Grazie, ci ero arrivato anche io e non ho bisogno di sentirmelo dire.

Ma quando l'ho fatto i rapporti erano ben diversi.

Anche perché adesso come adesso sento un lieve dolore al braccio sinistro...evitiamo di peggiorare le cose...

lunedì 18 aprile 2011

Confuso e Felice

Allora il post sotto non sì è autodistrutto, vero, ma ci sono dei ma.

Troppa distanza fra di noi.

Per come sono ora però non escluderei a priori un mio colpo di testa, ma è anche vero che da una settimana vedo cuoricini ovunque, sole e cose bellissime e posso ancora cambiare idea e tornare alla triste realtà.

Le cose bisogna farle in 2, per quanto riguarda il mio pensiero "Per me è sì" come direbbero ad X Factor, mentre dall'altra parte noto più incertezza.

Che poi, sempre per il sarcasmo innato presente nella mia vita...la città di provenienza è LA STESSA di Swarowsky, il CamionistaRomeno, ecco.

Che poi ho anche litigato di brutto con il MercanteinFiera, che mi ha disturbato giusto quando non doveva. E lo sapeva che non lo doveva fare. E pretende pure di aver ragione. E mi ha rovinato la giornata e il viaggio di ritorno.

E lo so che me lo dicevano tutti, pure qui, che non mi dovevo fidare del MercanteinFiera. E avevate tutti ragione, mi sono fatto prendere in giro, raggirare. E' che adesso come adesso non posso mandarlo a quel paese perché abbiamo qualche questione ancora da risolvere, ma state tranquilli che non appena si sistema tutto il numero di telefono finisce nel cestino..

martedì 15 marzo 2011

Ma che Bontà, ma che Bontà...


...ma che cos'è questa robina qua?

Muffa!

Esatto, la torta che ho comprato stamattina al supermercato perché avevo volgia di dolce nascondeva al suo interno un grazioso e delizioso agglomerato verdastro e muffoso!

Ma che schifo!

Ma cavoli!

Ma cribbio!

Oltretutto le uniche altre cose dolci presenti in casa erano i biscotti oro saiwa e delle zollette di zucchero.

Sapete che insieme non sono poi così male?

lunedì 7 marzo 2011

Capisco Che Sono Stanco Quando...

...digito nella barra degli indirizzi di internet "gugol" e mi meraviglio che non esca nessun suggerimento, ma solo questo:



Che poi nei risultati successivi ci sono:

- un sedere in tanga sopra un pallone da calcio e svariate donnine nude, ma questo è normale.

- quattro baldi giovanotti, nudi pure loro, con delle conchiglie a coprire i gioielli di famiglia.

- un operaio in posa sulla gomma di un caterpillar

- e il nostro sire insanguinato dopo l'arrivo del Duomo sui suoi denti.

domenica 6 marzo 2011

Ansia da Prestazione


Con una domenica pomeriggio grigia cosa c'è di meglio che rovistare fra le vecchie cose che ci sono nell'armadio?

Anche perché è una cosa che non faccio da molto tempo, specialmente nei ripiani alti.

Ad un certo punto guardo l'orologio e il panico mi assale: "oddio sono già le 17, devo fare presto che non ho ancora fatto i compiti per lunedì!"

Visto che ho smesso di fare i compiti per il lunedì da forse dieci anni e nel frattempo mi sono pure laureato, la sensazione seguente è stata di rilassamento e libertà come non provavo da tempo.

MA quei cinque interminabili secondi in cui ho anche pensato quali compiti dovessi fare per lunedì mai me li scorderò!

venerdì 4 marzo 2011

Appianamento di Divergenze, Parte 3


Poi è cominciata l'Isola dei Famosi e volete che io non ci dia un'occhiata?

Sia mai...il mio sogno segreto è di mandarci una ventina dei miei casi umani su quell'isola.

A parte che farebbero molto più ridere di quelli che scelgono loro.

Vi giuro, sarebbe meraviglioso. Meraviglioso. Specie se rimanessero sulla suddetta isola per sempre.

Perché io sto uscendo fuori di testa mi sa.

Del tipo che l'altro giorno stavo grattando un gratta e vinci, ricevuto in omaggio dalla magnanima Faber Castell, e pensavo a cosa avrei fatto con la vincita.

Ecco, il 99,99% delle persone pensa a case, auto, navi, aerei da comprare.

Vacanze da fare.

Io no.

Pensavo di assumere il Camionista Romeno come aiutante visto che è l'unico in grado di calmarmi e rilassarmi e....

...di assoldare un killer per appianare delle divergenze con persone poco simpatiche.

Voglio dire, non è normale, giusto?

Mi stanno arruolando nelle loro fila, vero?

Ahhhhhhhhhhh

Però, dai, me lo dico da solo, a pensare subito all'amico in difficoltà e a cui voglio bene veramente un po' buono sono stato.

Poi, ecco, la seconda parte, insomma, ecco...ma ho ragione io, eh.

Lo avrei mandato da persone antipatiche, che non c'entrano col negozio oltretutto.

Però, il killer...ecco, insomma, ho esagerato.

Risvolti positivi?

E' passato il suddetto Camionista Romeno a salutarmi visto che era nelle vicinanze, addirittura due volte in pochi giorni, e ha pure avuto il tempo per fermarsi a mangiare e non i soliti 10 minuti che altrimenti non ce la fa con i tempi.

Ecco è l'unico che non manderei sull'Isola degli Storditi fra i miei clienti.

giovedì 3 marzo 2011

La Dura Legge del Contrappasso


Situazione:

- esterno negozio;

- ore 19,35;

- nessuna maestra all'orizzonte;

Il Cartolaiomatto abbassa la saracinesca.

Non fa neanche 50 metri e tre tedeschi alticci, sia in senso fisico, sia in senso enologico, lo fermano*:

3T: "Do you speak english or french?"

CM: "Yes I do"

3T: "We have to go to Hotel Italia"

CM: "Ah, yes, ok!"

E parto con la spiegazione, aiutandomi con le braccia stile vigile urbano

CM: "You have to go straight and then you turn left and..."

Uno dei tre tedesconi mi tocca il braccio e...

3T: "Left? You said left, but you indicated right!"

CM: "Oh, eh, yes, you're right! You have to turn right! I have the same problem in italian with left and right."

3T: "Oh, ok, ok, thank you"

E se ne vanno ridendo, giustamente, di me che intanto avevo assunto un colorito rosso - bordeaux, ma non a causa dell'eccesso di vino...

E' la dura legge del contrappasso a continuar a prendere in giro i miei clienti in fin dei conti

*per i non anglofoni, in poche parole, mi hanno chiesto indicazioni per tornare all'albergo e io spiegando la strada ho fatto segno di girare a destra dicendo invece di girare a sinistra e uno di loro, nonostante l'ubriachezza, mi ha deriso per lo sbaglio...

mercoledì 2 marzo 2011

Client's Collection: La Signora Pinilla


La Signora Pinilla è la classica vecchietta casa&chiesa che sa sempre tutto di tutti ed i cui figli-nipoti-cognati-parenti dell'ottavo grado fanno le cose più magnificose sulla faccia della Terra.

Ella infatti, fra i tanti, possiede la più bellabravamagnificaeccezionalesantastudiosacara nipote sulla faccia della Terra.

Che Rita Levi Montalcini in proporzione è un'ignorante

Che Madre Teresa di Calcutta a confronto è un'avara.

Che si è appena laureata con centocinquanta e lode, bacio accademico ed abbraccio universitario (cit., se qualcuno la ricorda...)

Alla fine della chiacchierata di oggi con me però la cara vecchina sarà costretta a cancellare almeno UNO degli attributi della splendida splendente nipotina.

CM: "Salve signora Pinilla, come sta?"

Bisogna sempre chiederle come sta perché tanto poi sennò si mette lei da sola ad enumerare tutti gli acciacchi che ha.

Per dire, conosco il numero di piastrine che ha in giro per il corpo.

Sono 1400.

Non chiedetemi l'unità di misura, se in un litro, un decilitro, o micron di sangue, però so che sono millequattrocento.

P: "Eh bene! Lo sa? Lo sa? Divento bisnonna!"

CM: "Oh, ma che bello, complimenti"

P: "Eh sì, la mia
bellabravamagnificaeccezionalesantastudiosacara nipote mi ha detto che per fine agosto nascerà"

9 mesi, per 2, radice quadrata di 4, riporto 7, meno 15.

Uhm, la matematica non è il mio forte, ma facendo due conti qualcosa non torna.

CM: "Ma non sì è sposata "solo" tre settimane fa?"

P: "Sì, sì! Eh, ma lo sa come siete voi giovani d'oggi"

CM: "Ah, quindi ha concepito "prima" di sposarsi. Un matrimonio riparatore insomma"

Vena bastarda all'ennesima potenza, lo so, ma la Signora Pinilla è la classica vecchietta tutta casa e chiesa che è pronta a giudicare male chiunque non agisca secondo la più rigida morale cattolica, sempre ovviamente al di fuori della sua sfera.

Figuriamoci la consumazione prima del matrimonio.

Orrore.

P: "Oh, su, su, alla fin fine l'importante è che si sia sposata"

CM: "Eh, certo. Ecco poi spiegato come mai ha organizzato tutto così in fretta!"

P: "Eh, già, altrimenti rischiava di andare con il pancione all'altare!"

CM: "Appunto..."

Il buon senso mi riporta sulla retta via e mi fa capire che ho girato il coltello a sufficienza e posso smettere di insistere.

CM: "Beh, complimenti Signora Pinilla, è proprio una bella notizia."

P: "Grazie, grazie, arrivederci!"

mercoledì 23 febbraio 2011

Appianamento di Divergenze, Parte 2


Ho eliminato lo Stalker, non fisicamente, povero, ma dal negozio.

Ha fatto 4 o 5 giorni di fila a passare, a chiacchierare e mi voleva addirittura riaccompagnare a casa in macchina!

Allora cosa ho escogitato?

Semplice, prima di litigare col Mercante in Fiera, l'ho fatto venire in negozio verso l'ora in cui passava lo Stalker solitamente e, dato che ci prendono tutti per fidanzatini, ho sperato che lo Stalker pensasse che lo fossimo veramente.

E i casi sono due:

- O si è arruolato nella legione straniera

- O ha funzionato.

Propendo per la seconda che ho detto.

Molto bene.

Sospiro di sollievo, era pesante come situazione, mi faceva pure pena, ma santo cielo era pure troppo grande!

Come lo so?

Eh, da uno che non s'è perso una puntata della Fletcher cosa vi potete aspettare?

Ma è stato troppo facile in realtà.

Mi ha fatto fare la fotocopia della carta d'identità e così ho letto nome, cognome, residenza e data di nascita.

E in pratica lui è diventato maggiorenne l'anno in cui sono nato io.

Comunque non mi devo più preoccupare, oramai non passa più.

Ah, mi piace troppo sta cosa dei collegamenti nascosti nelle parole che ho scoperto per caso oggi...

Si era capito?

continua...

Appianamento di Divergenze, Parte 1


Non è che sono morto, è stata una settimana, anzi no, due!

Sono state due settimane pessime a dir poco.

Ho capito che il caso umano sono io, non quelli che vengono nel mio negozio.

Ma andiamo con ordine, anche se penso che dei fatti privati miei freghi poco, ma fa niente.

Fa bene anche sfogarsi per iscritto, no?

Parte 1, incomprensioni con il Mercante in Fiera.

SE alle 8e30 di mattina mi chiedi "Ci vediamo sta sera" e io ti rispondo "Sì, se ci sei", dopo le precedenti avventure io se non ho conferme non mi muovo da casa, giusto? Sì, giusto. Invece no, per lui quello era un accordo firmato e controfirmato e infatti all'alba delle 10 di sera mi telefona incavolato per sapere dove sono. Lui è convinto anche di avermi telefonato alle 4 del pomeriggio per confermare il tutto, cosa ovviamente non vera. Ammetto che avrei potuto telefonare pure io, ma a differenza sua non ero stravaccato sul divano, ma intento -per fortuna- a servire millemila persone e le 7 e mezza sono arrivate in un batter d'occhio.

Niente, vorrei avere il Potere dell'RVM della De Filippi per fargli sentire cosa ci siamo detti, ma vabbè, passiamo oltre, visto che abbiamo appianato le divergenze dopo una decina di giorni di rabbia.

continua...

mercoledì 9 febbraio 2011

Paura, Eh!


Ieri sera per la prima volta ho avuto paura a chiudere la bottega.

Era quasi l'ora di chiusura e la via era abbastanza buia (che non esistono più i bei vecchi lampioni di una volta che illuminavano seriamente, no. Sennò disturbiamo gli uccelli e quelli che vogliono guardare la luna. Quindi meglio vivere nelle tenebre, come no. Tanto non ci sono delinquenti in giro...) quando entra un tipo che a prima vista non sembrava normale.

E neppure alla seconda.

Quando poi ha fatto le sue richieste, ho avuto la conferma che tanto bene non stesse.

T: "Voglio una plastica per la carta d'identità"

CM: "Uhm, sì, ecco, come portacarte d'identità ho questi due, uno più leggero e questo più rigido"

T: "Dammi quello leggero, va bene"

Liquidato, tiro un sospiro di sollievo.

Passano pochi minuti e rieccolo.

T: "Ho cambiato idea, meglio quell'altro tipo, così si ripara di più"

CM: "Va bene, lo cambiamo senza problema"

Esce e si ferma a guardare le vetrine.

Mentre servo un altro signore vedo che se ne va.

Ma passano forse neanche 2 minuti e di nuovo davanti alla vetrina.

Non entra.

Guarda e basta.

Oh, cavolo.

E sta lì.

Io sono con due clienti, che per fortuna non escono, e le 7 e mezza si fanno sempre più vicine...

Alla fine rientra.

T: "Scusa, non è che me lo puoi ricambiare? Ci ho ripensato"

Tutto quello che vuoi, basta che te ne vai e mi fai chiudere.

Anche gli altri clienti lo guardano storto.

Faccio il cambio, gli ridò indietro la differenza, certo mica gli faccio un buono acquisto, son mica scemo.

E se ne va.

E se ne vanno pure gli altri che avevo in negozio però.

Guardo l'ora e manca poco alla chiusura.

Mi sentivo come in un film, tipo "gocciolina di sudore che scende lenta lenta ed il killer che piano piano apre la porta che scricchiola e il protagonista sente che arriva e deve trovare una soluzione per combattere"

Cioè, io sono un tipo senza paura, eh.

Non mi spavento davanti a niente.

Ma cosa prendo qua in negozio?

Il mio pelouche Orsoscimmialeone?

Glielo sbatto in faccia e lui muore di paura!

Uhm, no, magari lo scambia per un'antilope e non gli fa effetto...

Prendo tutte le matite che ho e mi preparo stile lanciatore di coltelli?

Uhm, no, non ho manco buona mira, finisce che rompo solo le punte delle matite senza beccarlo...

Ah, ecco!

Vado in bagno e prendo il Gled Spray alla freschezza di Pino Mugo!

Altro che spray al peperoncino!

Ti faccio arrivare direttamente nella Foresta Nera se provi a rientrare...

Così mi piazzo dietro al bancone con un dito sulla bomboletta mentre guardo l'orologio che gira.

Perché io non ho paura, eh.

Sono armato tanto.

L'orologio per fortuna gira in fretta, alle 7 e 25 sto già tirando giù la saracinesca, alle 7 e mezza sono praticamente a casa.

Perché non ho corso pensando mi seguisse.

No, no.

Tutto sta pappardella per raccontare forse venti minuti d'azione, eh!

Ma a me è sembrata una vita...

Forse che abbia bisogno di un corso per avere pensieri più positivi e meno catastrofici?

Che poi quando c'era il Camionista Romeno, che veniva sempre in orario di chiusura, mica mi capitavano queste cose.

Penso che chiederò il numero di cellulare alla guardia del supermercato qua vicino, modello armadio a tre ante con spalle mansardate, che ovviamente lascerebbe immediatamente il suo posto per venire in mio soccorso.

La trama del film c'è tutta comunque, se qualche sceneggiatore leggesse mi offro come protagonista visto anche il successo che sto riscuotendo ultimamente...sì, ci sono aggiornamenti sullo stalker, approfondiremo poi dopo...e non solo lui...

Guinness World Records


Periodo di record personali riguardanti le ore, i minuti ed i secondi, non c'è che dire

1) Telefonata di ben 1 ora e 49 minuti. Con l'amico Camionista Romeno, ovvio. Il mio livello di sopportazione della gente negli ultimi tempi è pari a 0. Tranne che con lui. Che cosa avevamo da dirci in tutto quel tempo? Mah, niente di speciale, cose successe arretrate visto che non ci si sentiva da un po' se non per un "Ciao, tutto bene, ciao", che quello bene o male lo facciamo tutti i giorni. Ah, ho una promozione per parlare con lui, quindi non ho dissanguato il mio portafogli.

2) Chiusura della saracinesca del negozio alle 8.20 (quando l'orario segna le 7.30). La Maestra delle 7e29 è arrivata un po' prima delle 7e29 per fare fotocopie, ma ingrandisci questo, sposta quello, taglia quell'altro, ecc... il lavoro è finito che quasi mi conveniva fare un pisolino in negozio e restare qui fino alla riapertura...E guai a chi mi dice che gli insegnanti non valgono un fico secco. Ho le prove che mentono, parecchie prove.

3) Ho aspettato -in macchina al freddo ed al gelo- l'amico Mercante in Fiera per 1 ora e mezza. Sì, aveva un piccolo ritardo. Che mi ha comunicato quando ormai ero fuori da casa sua praticamente. 5 minuti ed arrivo. Sto arrivando. Sono quasi arrivato. Dopo appunto un'ora e mezza è veramente arrivato. Ma a quanto pare il cattivo sono io perché mi sono lamentato ed ho fatto la vittima per la lunga attesa. E non era la prima volta, ma questa attesa ha avuto una durata assurda. Perché sono rimasto? Semplice, volevo vedere la faccia tosta cosa mi avrebbe detto.

Non so, ultimamente penso che non è che sono troppo buono. Sono troppo pirla, che è diverso. Mi fido troppo, aiuto troppo, ma quando si tratta di ricevere aiuto poi...

Per non parlare di quando si lamentano pure del mio aiuto. "Eh, ma non dovevi dire questo a quella, o quello a questo." Ma chissenefrega, è la verità. Mica poi stiamo parlando di traffici illeciti di donnine o droghe. Una bolletta della luce non pagata. E che sarà mai, no? Hai cercato di fare la furba, di non pagare una bolletta "Perché era troppo alta!" e poi "ho cambiato gestore tanto, come hanno fatto a staccare la corrente"...eh, certo, queste meravigliose società sono lì apposta per non farsi pagare bollette. Scusa se ho chiamato, sbrigato, faxxato io per risolvere il tuo di problema.

Stanotte, mentre non dormivo, mi è ritornato in mente un vecchio episodio di Friends in cui Joey discuteva con Phoebe riguardo l'esistenza o meno di una buona azione altruista. Io ho sempre pensato che lui si sbagliasse, che le buone azioni altruiste esistono, che io nel mio piccolo, quando e come posso, le faccio. Ma forse non è così. Forse le faccio veramente per avere in cambio qualcosa? Approvazione, complimenti, amicizia? Forse mi faccio troppo i fatti degli altri per cercare di aiutare e trovare soluzioni?

Sono confuso. Ma non confuso e felice, oggi proprio no.

venerdì 7 gennaio 2011

I Buoni Propositi del 2011


Entro il 31.12.2011 ho deciso che dovrò portare a compimento almeno la metà di questi buoni propositi:

@ Voglio un'automobile d'epoca. Non tipo Balilla o Topolino, qualcosa di più recente che possa camminare normalmente in mezzo al traffico. Un'auto che si faccia notare, che faccia girare la testa alle persone, ma che non sia una Ferrari perché poi va pure mantenuta e ok che bollo e assicurazione sono ridotti, ma con una Ferrari sono ridotti in proporzione. Quindi target auto sportiva piccola / bella berlina anni '70-'80. E sotto i 5.000 Euri, più che altro.

@ Voglio fare più attenzione alle entrate-uscite-scadenze-crediti. Non bado molto ai soldi, voglio diventare non dico venale, ma almeno tenere i 4 conti della serva su uno scadenziario. Voglio dire, ne vendo parecchi in questo momento, mentre io continuo ad usare lo stesso a cui sbianchetto le prime righe di gennaio perché poi tanto non vado avanti. Ne voglio uno nuovo, bello e pulito da usare con rigore. Insomma, su certe cose sono così maniacalmente ordinato, su altre il completo opposto.

@ Voglio disfarmi di un bel po' di cianfrusaglie su ebay. Anche un euro mi fa più comodo che tenere delle cose che non guardo più da anni. Certo, non i ricordi. E neanche i regali, quelli brutti....sono pur sempre regali. No, questo no, mi piace ancora. Poi magari mi serve. Mi sa che è più probabile che perda 10 chili...

@ Voglio smettere di conservare le cose più inutili: vengo da una famiglia di super conservatori, ma io voglio essere diverso ora. Alcuni esempi? Il nonno aveva la cantina piena di vecchi televisori e frigoriferi; la mamma fa collezione di sacchetti di plastica. Giusto non buttare la plastica. Ma se si rischia di uscire noi di casa, meglio buttare un vecchio sacchetto, no? Conserva i cordini più disparati che vengono inseriti in un ex-grolla dell'amicizia che li vomita da tutti i suoi buchetti. Non voglio finire così, perché sto prendendo una brutta piega

@ Voglio imparare a dire NO più spesso. A clienti, amici e parenti in ordine sparso. Sono troppo buono, anche se da queste pagine non sembra magari, e ho come l'impressione che venga un po' troppo abusato della mia bontà. Anche perché quando chiedo piaceri io, apriti cielo.

@ Voglio smettere di mordermi la lingua quando penso che non dovrei dire qualcosa. Ne va solo della salute psicofisica del mio fegato. Ma ora basta, se qualcuno si merita di essere mandato a fare un giro nel Burkina Faso ce lo mando, e con biglietto di prima classe (questo in realtà ho già iniziato a metterlo in pratica da qualche giorno; è stata dura, ma penso che l'esercizio non possa far altro che migliorare le situazioni. Ma non ho ancora finito, quindi lo considero un mezzo obiettivo, vah)

@ Voglio fare più fotografie. Ho il vizio di portarmi dietro la macchina fotografica e poi di non usarla a causa di scuse stupide. La comodità delle nuove digitali sta anche nel fatto che puoi fare 300 foto e poi si scelgono le più belle. Niente, ne faccio 2 o 3 e poi basta. E sì che mi piace fare foto. Mah.

@ Voglio fare una vacanza DA SOLO all'estero. Mi hanno sempre affascinato i paesi dell'est, non so perché, quindi dall'impero Austro-Ungarico in là. L'inglese lo so bene e me la cavo pure con il francese.

@ Voglio dimagrire 10 chili. Bella storia, questo lo dico tutti gli anni. Ma questa volta voglio fare sul serio. 5 fino a Luglio e 5 dopo. Ho già una tabella di marcia. Stamattina ho segnato il peso di partenza. Ora devo solo finire i dolci ammassati in casa senza ingrassare di ulteriori 5 chili.

@ Voglio fidanzarmi. Ma una cosa bella e seria, con i controfiocchi. Si aprano quindi i televoti per le candidature. E io inizierò a guardarmi in giro più seriamente.

Peccato che l'erba voglio, nonostante la cerchi sin da bambino, non sia ancora riuscito a piantarla nel mio giardino.

Sarebbe pure difficile visto che non ho un giardino.

Appuntamento quindi al 31.12.11 per la spunta.

Viva il 7 di Gennaio!



Meraviglia, le feste sono finite e ne sono uscito -incredibilmente - vivo.

Ho incartato tutto l'incartabile, impacchettato penne bic (!), inscatolato la qualunque, ma ce l'ho fatta!

Un po' di influenza, ma la stagione, si sa, gioca brutti scherzi.

E sarò acido.

E sarò insensibile.

E sarò quello che volete, ma a me il periodo natalizio mette addosso più nervoso e tristezza che altro.

Non mi piace questo continuo scambio di auguri, anche con gente sconosciuta. Anche se mi hanno fatto gli auguri di buon anno il 31 sera ero a letto con la febbre, per dire.

Non mi piace ricevere regali. Perché o li conosco tutti io quelli dotati di cattivo gusto (o squattrinati che non mi regalano niente) o non so, attiro regali brutti. Piuttosto un panettone in offerta dell'Esselunga, per dire. Una scatola di cioccolatini. Ma evitate i pensierini che son buoni solo per la pesca di beneficenza della parrocchia.

Non mi piace chi ti chiede cosa fai di bello a capodanno? Ogni volta mi viene da rispondere con "beh, inizio con il non uscire con te, e questo è già un bel modo di cominciare l'anno."

Non mi piace ricevere quei messaggini pieni di angeli, stelle, pandori e fate che veglieranno su di me per chissà quanti giorni. Mi mettono solo ansia e paura che ci sia un angelo lì, in agguato dietro l'angolo, che mi spia anche quando vado a fare la pipi.

Non mi piace chi si riduce -incallito- a fare i regali il 24 sera. Chiedendo sconticini. Ti dovrei far pagare il supplemento a te, ritardatario che pretendi pure che ti incarti i regali mentre io pensavo di chiudere un'ora prima. Vero, la vigilia di Natale per un commerciante è un giorno importante come incassi. Ma anche chissenefrega. Preferirei fare qualcosa meno, ma con più tranquillità.

Non mi piace chi comincia il pellegrinaggio per cambiare il regalo perché questo a me non piace. Peggio per te. Ti hanno regalato un puzzle con su delle mucche? Non ti piace? Prenditela con la befana di tua cugina che ha pensato che quello fosse il soggetto più bello fra tutti quelli presenti in negozio.

Io i miei portachiavi li ho già messi nella scatola dei portachiavi. Già, è un oggetto che non uso e, che detesto e, ovviamente, ne ricevo in media 3 per ogni Natale.

Per l'anno prossimo ho deciso però, farò solo regali brutti, solo pensierini di cattivo gusto.

Ecco.

Ma oggi è il 7 di Gennaio, le luminarie sono spente (che poi sono l'unica cosa che mi fa piacere del Natale), gli alberi sono spogli e non bisogna più augurare niente a nessuno.

Oggi inizio a festeggiare anche io, che ho finito pure di fare l'inventario!

lunedì 6 dicembre 2010

I AR



Sabato sera entra in modo spavaldo in negozio Maddalena, ragazza che sta per diventare medico e che quindi ha iniziato a fare praticantato in ospedale.

M: “Non riesco a provare la pressione!”

CM “Ma come, scusa? Stai per diventare dottoressa, potresti quasi già operare e non sai provare la pressione?”

M “Eh, ma non è semplice. Mi hanno dato tutti i vecchietti per fare prova, ma non ci sono riuscita e il primario si è arrabbiato”

CM “Eh, beh, ti credo! E' una cosa semplice, la so fare anche io, scusa”

“Mi insegni allora? Dai, dai insegnami come si prova la pressione!”

Il fato, il caso, il destino, la sfiga, vuole che io avessi un aggeggio per provare la pressione nella cassetta del pronto soccorso.

E in men che non si dica il negozio si trasforma in un'astanteria.

M “Ah, ma che bello questo! Quello che hanno in ospedale è tutto vecchio e rovinato”

CM “Eh, io non è che provi la pressione a tutti i vecchietti che entrano e, anzi, non devono neanche sapere che ho questo affare! Sennò sai che processione?”

Si comincia bene, dato che non sa neppure piazzare (io non conosco i termini esatti, però almeno lo so fare) il bracciale sul braccio.

Lei infatti lo posiziona poco più su del polso e lo stringe pochissimo.

CM “Ma Maddalena pompa più forte! Ci credo che non riesci in ospedale! Su forza, fai andare sta mano. Dovresti essere abituata!”

In tutti i doppi sensi che si possono pensare.

Perché lei è abituata e lo sa tutto il circondario perché si vanta con tutti delle sue abilità e conquiste.

E invece no. Dà un colpo e poi sta ferma 5 secondi. Ovvio che così non si riuscirà mai; comunque dopo tre, quattro prove (su di lei, io non mi fido neanche per una cosa così semplici ad offrirmi come cavia) alla fine pare abbia capito come si faccia a fare questa complicatissima operazione.

CM “Bene, ci rivediamo qui domani con la prossima lezione:
Come mettere una supposta"