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domenica 16 dicembre 2012

Auguri Senza Frontiere


Entra una signora anziana. 

In realtà molto meno anziana di quello che possa sembrare guardandola.

Tipica zitella che superati i cinquanta non ha comprato più vestiti nuovi e passa tutto il giorno a cucinare pastina e minestrone guardando Rete 4.

Lo si deduce dal look che potrebbe far venire un infarto ad Enzo e Carla e dal profumo di minestrone fatto col dado Star che si sente già a 20 metri di distanza.

Deve spedire un biglietto di auguri natalizi ad una sua amica maestra che vive lontano.

Il biglietto deve essere allo stesso tempo serio e scherzoso perchè deve andare bene anche per tutto il resto della famiglia della sua amica, che conosce, ma non conosce.

Insomma, della serie son questi i problemi che affliggono l'umanità...

Guarda tre o quattro biglietti, si sofferma su di uno con raffigurato un pacco regalo con attaccato un bigliettino.

Signora Minestrone: "Scusi, cosa c'è scritto sul bigliettino?"

Cartolaio Matto: "C'è scritto Merry Christmas, Buon Natale in Inglese"

Signora Minestrone: "Ah, ma allora questo è perfetto! La mia amica è tedesca!"

Zan zan         

venerdì 30 settembre 2011

L'Estate sta Finendo, e il Caldo se ne va

Quindi miei cari maschioni ancora abbrustoliti come toast lasciati troppo tempo nel tostapane toglietevi queste insopportabili ed inguardabili ciabatte prima di entrare nel mio negozio che c'avete dei piedi che manco polifemo e più che altro non si sopporta più questo avanzare scavolato che fate brancolando in qua ed in là per il negozio.

Non siamo al mare.

E' settembre inoltrato.

Ritirate fuori gli scarponi.

E basta.

Un minimo di decenza in città, suvvia.

martedì 28 giugno 2011

Ma Come Ti Vesti?

Oggi sembra di essere nell'Africa Centrale, vero.

Non mi stupirei di veder passare una tribù di zulù che va a caccia di manzi, per dire.

Ma di veder entrare un soggetto così conciato, sì, sempre nonostante i 30 e passa gradi.

Tizio direi fra i 50 e i 60 anni.

Corporatura robusta, dove per corporatura robusta intendo con una pancia che fa provincia.

Ma fin qui, da che pulpito verrebbe la predica? (Anche se io sono più a tuttotondo e non solodipancia, ma vabbè, la bilancia si lamenta lo stesso quando ci salgo su!)

Bisogna quindi passare al look per capire il perché del mio sbalordimento e, dal basso verso l'alto, abbiamo nell'ordine:

- sandaletti color marròn, aperti davanti dietro e sopra, con calzino, rigorosamente corto, color pervinca morente.

- pantaloncino corto a scacchi bianco/azzurro con effetto stinto sbiadente.

- canottiera militar-mimetica color pino mugo infangato bella scollata, che alla Belen le fa un baffo!

- occhiale da sole stile Lina Wertmuller color tartaruga di terra.

Il tutto corredato da peluria in abbondanza ed in eccesso di svariati toni, dal nero al grigio topo.

Ora, fossimo a Riccione mezzo, e dico mezzo, occhio lo chiuderei.

Sì, perché l'abbinamento colori era a dir poco bizzarro comunque.

Ma essendo in una città non di mare gli occhi li chiudo per altri motivi!

E magari il macho d'antan si credeva pure bello!?!

sabato 18 giugno 2011

Grazie, Signore Grazie


Ti accorgi che Dio esiste anche dalle piccole cose, dai gesti gentili quotidiani, dalla bellezza della natura...

Entra un ragazzo, sulla trentina.

Alto, più di me, quindi molto alto, direi verso i 2 metri.

Elegante, molto elegante, in camicia e cravatta.

Profumato, di buono, ma senza esagerare tipo arbre-magique.

Magro e muscoloso, del tipo che le spalle facevano provincia e si notavano i pettorali sotto la camicia.

Minimo c'avrà avuto 7 tartarughe ninja al posto dell'addome e della pancia.

Praticamente un Bronzo di Riace, ma vestito.

Son quei tipi che se stazionano nel raggio di 1km da me mi rendono nervoso.

Ma erano molto belli pure quei due brufolazzi situati uno a destra ed uno a sinistra del suo meraviglioso naso e contornati da un'enorme chiazza rossastra...

Grazie, Signore Grazie, Grazie, Signore Grazie, Graaaaazie...

giovedì 5 maggio 2011

La Pila Subito


Caro il mio orologiaio, occhio che la concorrenza non viene solo dai negozi che vendono orologi! I tuoi cari clienti vanno pure in cartoleria a cercare la pila subito per non aspettare tutti i giorni che servono a te per cambiarla!

Situazione: in settimana entra un vecchio, molto vecchio e per questo motivo lo scuseremo, per fare mezza fotocopia.

Già, perché se per qualcuno la perdita di tempo è la pila subito, per me è la fotocopia singola, che è più il tempo a fare, i costi fissi, la carta, gli errori miei quando sbaglio, che quello che rimane attaccato dall'incasso notevole di 10 centesimi.

Ma è un servizio e lo si fa volentieri.

No, non è vero, non volentieri, lo si fa e basta.

Comunque, dopo aver fatto numero una fotocopia, aver controllato che la fotocopia fosse "bella", "chiara" e pure "sabrina", il vecchio mi lancia la domanda.

V: "Lei non è che ha anche le pile?"

E tira su il maglione indicandomi l'orologio al polso.

V: "Mi si è fermato l'orologio e devo cambiarla"

CM: "Eh, no, mi spiace, non tengo le pile di quel tipo"

V: "E quali pile tiene? Sa io non me ne intendo"

CM: "Le pile normali, stilo, mezza torcia"
V: "E a cosa servono quelle pile? Sa, io non me ne intendo"

Davanti a queste domande a volte riesco a rimanere senza parole...cosa rispondere?

CM: "Eh, sono le pile che usa negli elettrodomestici, nel telecomando, in cose elettriche."

V: "Ah, io non lo so, non me ne intendo"

E ho capito che non capisci, non te ne intendi e ti si è pure rotto il disco!

Se la tua idea era di infilare una pila stilo dentro quel rudere vuncio di orologio, lascia perdere, non ci va!

Perché sì, la sua idea alla fine era poter adattare le pile che avevo io per metterle nell'orologio.

V: "E per l'orologio non vanno bene?"

CM: "No, no, non sono quelle, sono queste quelle che ho io, guardi"

Provo a fargliele vedere dal vivo, giusto per capire che sono PIU' grandi di tutto il suo orologio e che quindi mai ci entrerebbero.

V: "Ah, ah, va bene, la cercherò da un'altra parte"

Sì, ottima idea, è una bella giornata, perché divertirmi solo io?

E comunque io cambierei in generale quello schifo di orologio che penso sia uscito da un fustino del Dixan nel lontano 1977, minimo.

mercoledì 4 maggio 2011

Il Lucertone



Questo pomeriggio entra una mamma con le sue due figlie, grandicelle entrambe, mie clienti abituali.

Non sono italiane, vengono dal sudamerica, ma non è questo il punto forte.

La mamma prende quello che le serve e paga.

Le mancano però 20 centesimi, così si rivolge alla figlia minore, che ha comunque 16-17 anni ,per chiederle aiuto...

Questa, per tirare fuori il portafoglio, appoggia quello che ha in mano sul bancone, in una parte laterale, non proprio ben in vista.

Da lontano, insomma saranno due metri, non vedo bene, ma il tutto ha una forma ed un colore molto strano.

Da curioso quale sono le chiedo

CM: "Ma scusa, cos'è che hai appoggiato lì?"

Questa bella bella e sorridente mi sposta sotto al naso l'oggetto in questione:

Un Lucertone (cit.)

Morto.

Stecchito.

Senza Coda.

Schiacciato.

Spiaccicato

Cioè, MA CHE SCHIFO.

CM: "Ma sei matta, ma cosa ci fai con sto schifo in mano, e più che altro cosa l'appoggi sul mio bancone!!!"

F: "Eh, ma l'ha uccisa il gatto"

CM: "Ma può averla uccisa pure la Regina d'Inghilterra, ma a me fa schifo uguale! Come fai e più che altro perché la conservi, scusa?"

La tapina continua a ridere e mi guarda come se lo strano fossi io.

Io senza neanche aspettare che fossero uscite ero già munito di scottex e spruzzino per pulire.

martedì 15 marzo 2011

Ma che Bontà, ma che Bontà...


...ma che cos'è questa robina qua?

Muffa!

Esatto, la torta che ho comprato stamattina al supermercato perché avevo volgia di dolce nascondeva al suo interno un grazioso e delizioso agglomerato verdastro e muffoso!

Ma che schifo!

Ma cavoli!

Ma cribbio!

Oltretutto le uniche altre cose dolci presenti in casa erano i biscotti oro saiwa e delle zollette di zucchero.

Sapete che insieme non sono poi così male?

giovedì 2 dicembre 2010

Ucci Ucci...Sento Odor di Clientucci...



Da dietro a un bancone se ne sentono di tutti i colori, in tutti i sensi, con tutti i sensi.

C'è la Signora che sa di sapone di marsiglia.

La Nonnina che sa di natfalina.

Il Gay che sa di vaniglia.

Il Manager Riccone che sa di dopobarba al pino mugo.

La Segretaria che sa di bouquet.

Lo Shirilanchese che sa di fritto.

Il Muratore che sa di lavoro.

Il Cinese che sa di cinese.

La Cagnara che sa di cane bagnato.

Il Ragazzone Palestrato che sa di arbre magique. Ma forse è solo il suo deodorante.

Il signor Goffredo che sa di sigaretta. Ma di quella spenta nel posacenere e lasciata lì 3 ore.

Kaori che sa di biscotti. Ma di quelli cattivi.

Flora Fauna e Serenella che sa di muschio. Ma muschio bagnato.

Cetriolo invece sa di muffa. Più che di muffa, sa di umido. Di umido di cantina di casa vecchia, ecco.

Io non so di che cosa so, ma il sapone mi ricordo di usarlo sempre la mattina.

mercoledì 8 settembre 2010

Client's Collection: La Signora del Lotto


Tra un libro di testo e una copertina colorata per il quadernone ho appena avuto la visita di una signora che mi è balzata subito nelle prime posizioni della speciale classifica dei casi umani. 

E' il primo nuovo ingresso dell'annata 2010/2011

Verso la settantina, forse appena passati, piccoletta e puzzosa, con cane puzzoso al seguito che forse è più vecchio di lei.

Deve fare una fotocopia.

E' la ricevuta di una giocata al Lotto che deve spedire via fax; con marcato accento meridionale (cioè non capisco nulla di quello che mi dice) mi fa:

Signora del Lotto"Ci può scrivere due paroline?"

CM "Certo, mi dica"

SL "A Veronica Tante Grazie Vittoria"

CM "Cosa, mi scusi? Può ripetere?"

SL "A Veronica Tante Grazie Vittoria"

CM "No, non ho capito proprio, cosa devo scrivere?"

E qui potrei sembrare pure pirla io, lo ammetto, ma non riuscivo a decifrare il messaggio da scrivere.

Ma ecco, ci pensa lei a dirmelo:

SL "Ah, ma lei oggi è un po' sbiadito allora!"

Sbiadito?

Cosa vuol dire?

Che sono pirla?

Eh, tante grazie, servirebbero un corso di dizione ed uno di grammatica per tradurre cosa dici! E mi verrebbe da usare una citazione colta del tipo "Quando la persona è niente, l'offesa è zero", ma evito per il quieto vivere, più che altro per togliermela da davanti il più velocemente possibile.

Alla fine mi spiega che vuole scrivere due righe di ringraziamento a tal signora Veronica per la Vittoria al Lotto.

Eh sì, questa Veronica è una di quelle fattucchiere che ci sono in televisione che danno i numeri.

E a quanto pare la Signora del Lotto gioca spesso. 

E vince pure spesso.

SL "Questa volta ho vinto quasi 6000 euro, ma è poca roba, è una delle vincite piccole che ho fatto, di solito prendo di più!" mi fa con tono quasi schifato.

Rimango senza parole, già dopo lo "sbiadito" l'avevo inserita mentalmente nella classifica, dopo le esternazioni sulle vincite la signora scala ulteriori posizioni.

Paga e mi lascia pure un euro per bere un caffè alla sua salute. E mi raccomanda di seguire il programma in tivvù di Veronica che dà i numeri giusti e si vince sempre.

Cioè, 6000 euro son pochi, capisci a me? 6000?

Se sono pochi e non le servissero, io sono sempre qui in cartoleria, eh...

giovedì 3 giugno 2010

Il Solito



Entra tizio sgangherato (ovvio, tutti così da me) e di brutto aspetto oltretutto.

Una faccia che non ti scordi, anche se lo hai visto poche volte, massimo tre direi.

Aggiungo che deve avere avversione per saponi, spugne ed igiene personale in genere.

Molto bene.

TS: "Ah, ciao, sono sempre io. Il solito!"

CM: "E cioè?"

TS: "Ma sì, dai, fammi sto fax"

Punto primo, l'educazione l'abbiamo lasciata fuori dal negozio entrando? Son mica tuo fratello. Porta rispetto.

Punto secondo, ma secondo te io mi devo ricordare cosa vuoi fare quando saranno passati mesi dall'ultima volta che ti ho visto?

Punto terzo, lavati che fai schifo. 

E tagliati sti capelli, che fai schifo.

Comunque ora penso di averti inquadrato e sarò a posto quando fra quattro o cinque mesi tornerai a fare il tuo benedetto fax.

Ma che se anche non ti rivedo più sto bene lo stesso, ecco.

E il mio olfatto ringrazia.