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mercoledì 4 maggio 2011

L'Amico Giusto


Non che ce ne sia bisogno di ringraziarlo.

O di ripetere che è il numero 1.

Perché è il mio migliore amico, il mio confidente di fiducia e sa sempre tutto quello che faccio.

E mi consiglia, mi aiuta, mi sostiene e mi vuole bene anche a distanza, come se fosse un padre.

E quel giorno fatidico in cui iniziai a prestare denaro al bastardo il mio CamionistaRomeno me lo aveva sconsigliato.

Ero giusto andato a trovarlo visto che era nelle vicinanze e mi vedeva strano.

Gli raccontai che il MercanteinFiera mi aveva chiesto dei soldi in prestito per continuare il suo lavoro e che glieli avrei dati in serata tornando a casa.

Lui era diffidente, pur senza conoscere il soggetto, ma avendo solo le descrizioni ed i pettegolezzi che gli raccontavo io.

Ricorderò per sempre che su quella panchina mi disse di non farlo, di pensarci bene, di pensare alle conseguenze.

Ma ricorderò ancora di più la sua telefonata di oggi in cui mi ha detto che si sente in colpa e sta male per non avermi fermato quel fatidico giorno del primo prestito, per non aver insistito, per non avermi minacciato.

Perché sa che io sto male per essere stato preso in giro e trattato male da uno che consideravo un vero amico e quindi di conseguenza sta male anche lui.

Perché continua a pensare che se avesse usato maniere più forti io i soldi non glieli avrei prestati.

Ed è vero, perché se avesse messo sulla torre se stesso a fianco del Mercante non mi sarei nemmeno fermato a pensare chi buttare giù, l'avrei fatto in un millesimo di secondo.

Ma, posto che in garage non ho una DeLorean, ora basta, che già son stato male tutta settimana, sono stufo, guardo avanti, giro pagina e cerco di pensare positivo, che magari magari il bastardo tra qualche mese si raddrizza e, per come è orgoglioso, mi inizia a restituire qualche soldo!

Lo so, sarebbe un finale da film Disney, ma non si sa mai...

E, no, non assomiglia per nulla al camionista in foto, giusto l'opposto.

venerdì 29 aprile 2011

Ho Bisogno Seriamente di Aiuto

Dunque, in questi giorni non sono in me, e questo probabilmente si era capito.

Non scrivo più di tanto, sopporto pure i clienti più rompi.

Non mi accorgo delle richieste astruse.

Per dire, l'altra sera Kaori con le sue "poco più grande" "poco poco più piccola" "un po' meno" "un po' di più" "Sì, bene, bravo, ancora" ah, no, questa era un'altra storia, comunque dicevo non ho mandato a zappare la terra nemmeno lei.

Perché la storia a distanza, diciamocelo, era ininmaginabile.

Ed è finita.

Però io mi ero preso.

Ed è stato posto un punto alla storia prima che potessero succedere guai peggiori e ci si prendesse e si facesse qualcosa di più.

Comunque, che avessi mandato più che a zappare la terra il Mercante in Fiera durante quel week end è assodato.

Ha disturbato al telefono più e più volte, ha fatto battutine stupide che poteva benissimo evitare, mi ha ferito e punto, per me non è più un amico.

Ma c'è un ma, che poi è anche il ma per cui scrivo.

Il sottoscritto Cartolaio Pirla, in qualità di Cartolaio Pirla, ha prestato una quantità X di quattrini al suddetto bastardo.

Il Cartolaio Pirla quindi non può tagliare i ponti di punto in bianco con il Mercante in Fiera.

Eh, no.

Che altrimenti non rivede più un euro.

Il problema è che lui in questo momento i soldi da ridare non li ha.

Lo so, è vero, si sono rotte svariate cose e non ha fatto un fondo di emergenza come suggerito dall'Economa.

E quindi vabbè, abbiamo iniziato a risentirlo, a parlarci, a vederlo una volta ogni tanto, perché di più non reggo.

E io, da bravo attore quale sono, risulto credibile come ancora "amicone".

Il problema è che in questi giorni non sono in me per la questione di cuore, e si vede, se ne accorgono i clienti, se ne accorgono pure i piccioni per strada.

Se n'è accorto pure lui. Ovvio. Sono un libro aperto, io. Mi si leggono in faccia le cose.

Bene, dieci minuti fa, forse quindici che ho scritto parecchio, mi chiama il Mercante in Fiera e mi chiede come sto.

Io gli dico che non è che sono un fiore di campo, ma che non penso nemmeno di buttarmi nemmeno dal 10° piano di un palazzo.

E allora lui ha l'idea geniale:

MiF: "Dammi un po' il suo numero di telefono, che chiamo io per dire 2 o 3 cosette"

Sì, perché la rottura è venuta più per volontà di valle che di monte..ma non fa nulla, non provo rancore, sto semplicemente male.

Ma telefoni tu cosa? Ma che scherza? Ma ohhhh! Son fatti miei, ho sbagliato a parlartene, ti odio, cosa cavolo ti inpicci ancora? Io mi son mai messo a parlare con una delle tue ex-fiamme che tu hai mollato? Per prendere le loro parti, ovvio, perché eri tu che le lasciavi in malo modo di punto in bianco, dopo magari 2 mesi, quando a me dopo il primo incontro dicevi che era "solo una cretina, mi annoia, però me l'ha data subito! E come fa lei....nessuna mai."

E qui ci sarebbe da aprire una parentesi su ste benedette ragazze che, voglio dire, tenete chiuse ste gambe almeno la prima sera, diamine.

Io ho intenzione di mantenere buoni rapporti anche se non ci vedremo penso più, anche giusto un messaggio su faccialibro, per dire. Non sono geloso di futuri nuovi amori, ecco, che immagino arriveranno, spero da entrambe le parti e più che altro nel raggio di massimo 30km.

E non ho intenzione di mandare a quel paese nessuno, anche perché appunto è stata una scelta bilaterale, sofferta da ambo le parti.

Ora sono fortemente arrabbiato con quel gran bastardo del Mercante in Fiera, ho paura che scriva stupidate attraverso faccialibro e ho paura, più che altro, di non rivedere i miei danari.

Era un amico, glieli ho prestati volentieri, aveva bisogno, ok.

Ma ora basta, puoi fare tutto quello che vuoi, basta che non crepi che io rivoglio indietro i miei soldi.

Ma come posso fare a mantenere uno stato di calma apparente davanti alle sue sparate?

Voglio dire, punto 1 non raccontargli più niente è scontato.

Ma punto 2?

Sopportare in silenzio?

Devo tenerlo buono, ancora per un bel po' mi sa.

MA non ne ho voglia e non so come fare.

Idee? Suggerimenti?

Anche solo un messaggio di compatimento è ben accetto.

Un abbraccio a distanza.

Un ciao.

Evitate di scrivermi, vi prego, che "Non avresti dovuto prestarglieli!"

Grazie, ci ero arrivato anche io e non ho bisogno di sentirmelo dire.

Ma quando l'ho fatto i rapporti erano ben diversi.

Anche perché adesso come adesso sento un lieve dolore al braccio sinistro...evitiamo di peggiorare le cose...

lunedì 18 aprile 2011

Confuso e Felice

Allora il post sotto non sì è autodistrutto, vero, ma ci sono dei ma.

Troppa distanza fra di noi.

Per come sono ora però non escluderei a priori un mio colpo di testa, ma è anche vero che da una settimana vedo cuoricini ovunque, sole e cose bellissime e posso ancora cambiare idea e tornare alla triste realtà.

Le cose bisogna farle in 2, per quanto riguarda il mio pensiero "Per me è sì" come direbbero ad X Factor, mentre dall'altra parte noto più incertezza.

Che poi, sempre per il sarcasmo innato presente nella mia vita...la città di provenienza è LA STESSA di Swarowsky, il CamionistaRomeno, ecco.

Che poi ho anche litigato di brutto con il MercanteinFiera, che mi ha disturbato giusto quando non doveva. E lo sapeva che non lo doveva fare. E pretende pure di aver ragione. E mi ha rovinato la giornata e il viaggio di ritorno.

E lo so che me lo dicevano tutti, pure qui, che non mi dovevo fidare del MercanteinFiera. E avevate tutti ragione, mi sono fatto prendere in giro, raggirare. E' che adesso come adesso non posso mandarlo a quel paese perché abbiamo qualche questione ancora da risolvere, ma state tranquilli che non appena si sistema tutto il numero di telefono finisce nel cestino..

mercoledì 23 febbraio 2011

Appianamento di Divergenze, Parte 1


Non è che sono morto, è stata una settimana, anzi no, due!

Sono state due settimane pessime a dir poco.

Ho capito che il caso umano sono io, non quelli che vengono nel mio negozio.

Ma andiamo con ordine, anche se penso che dei fatti privati miei freghi poco, ma fa niente.

Fa bene anche sfogarsi per iscritto, no?

Parte 1, incomprensioni con il Mercante in Fiera.

SE alle 8e30 di mattina mi chiedi "Ci vediamo sta sera" e io ti rispondo "Sì, se ci sei", dopo le precedenti avventure io se non ho conferme non mi muovo da casa, giusto? Sì, giusto. Invece no, per lui quello era un accordo firmato e controfirmato e infatti all'alba delle 10 di sera mi telefona incavolato per sapere dove sono. Lui è convinto anche di avermi telefonato alle 4 del pomeriggio per confermare il tutto, cosa ovviamente non vera. Ammetto che avrei potuto telefonare pure io, ma a differenza sua non ero stravaccato sul divano, ma intento -per fortuna- a servire millemila persone e le 7 e mezza sono arrivate in un batter d'occhio.

Niente, vorrei avere il Potere dell'RVM della De Filippi per fargli sentire cosa ci siamo detti, ma vabbè, passiamo oltre, visto che abbiamo appianato le divergenze dopo una decina di giorni di rabbia.

continua...

mercoledì 9 febbraio 2011

Guinness World Records


Periodo di record personali riguardanti le ore, i minuti ed i secondi, non c'è che dire

1) Telefonata di ben 1 ora e 49 minuti. Con l'amico Camionista Romeno, ovvio. Il mio livello di sopportazione della gente negli ultimi tempi è pari a 0. Tranne che con lui. Che cosa avevamo da dirci in tutto quel tempo? Mah, niente di speciale, cose successe arretrate visto che non ci si sentiva da un po' se non per un "Ciao, tutto bene, ciao", che quello bene o male lo facciamo tutti i giorni. Ah, ho una promozione per parlare con lui, quindi non ho dissanguato il mio portafogli.

2) Chiusura della saracinesca del negozio alle 8.20 (quando l'orario segna le 7.30). La Maestra delle 7e29 è arrivata un po' prima delle 7e29 per fare fotocopie, ma ingrandisci questo, sposta quello, taglia quell'altro, ecc... il lavoro è finito che quasi mi conveniva fare un pisolino in negozio e restare qui fino alla riapertura...E guai a chi mi dice che gli insegnanti non valgono un fico secco. Ho le prove che mentono, parecchie prove.

3) Ho aspettato -in macchina al freddo ed al gelo- l'amico Mercante in Fiera per 1 ora e mezza. Sì, aveva un piccolo ritardo. Che mi ha comunicato quando ormai ero fuori da casa sua praticamente. 5 minuti ed arrivo. Sto arrivando. Sono quasi arrivato. Dopo appunto un'ora e mezza è veramente arrivato. Ma a quanto pare il cattivo sono io perché mi sono lamentato ed ho fatto la vittima per la lunga attesa. E non era la prima volta, ma questa attesa ha avuto una durata assurda. Perché sono rimasto? Semplice, volevo vedere la faccia tosta cosa mi avrebbe detto.

Non so, ultimamente penso che non è che sono troppo buono. Sono troppo pirla, che è diverso. Mi fido troppo, aiuto troppo, ma quando si tratta di ricevere aiuto poi...

Per non parlare di quando si lamentano pure del mio aiuto. "Eh, ma non dovevi dire questo a quella, o quello a questo." Ma chissenefrega, è la verità. Mica poi stiamo parlando di traffici illeciti di donnine o droghe. Una bolletta della luce non pagata. E che sarà mai, no? Hai cercato di fare la furba, di non pagare una bolletta "Perché era troppo alta!" e poi "ho cambiato gestore tanto, come hanno fatto a staccare la corrente"...eh, certo, queste meravigliose società sono lì apposta per non farsi pagare bollette. Scusa se ho chiamato, sbrigato, faxxato io per risolvere il tuo di problema.

Stanotte, mentre non dormivo, mi è ritornato in mente un vecchio episodio di Friends in cui Joey discuteva con Phoebe riguardo l'esistenza o meno di una buona azione altruista. Io ho sempre pensato che lui si sbagliasse, che le buone azioni altruiste esistono, che io nel mio piccolo, quando e come posso, le faccio. Ma forse non è così. Forse le faccio veramente per avere in cambio qualcosa? Approvazione, complimenti, amicizia? Forse mi faccio troppo i fatti degli altri per cercare di aiutare e trovare soluzioni?

Sono confuso. Ma non confuso e felice, oggi proprio no.

sabato 25 settembre 2010

Momenti Cinematografici


Stanotte ho dormito con il Mercante in Fiera.

Ma no, che vi pensate, sporcaccioni che non siete altro! Nulla del genere.

Dicevo, io ero sotto e lui sopra.

Ancora state pensando a quei filmini sconci?

No.

Io ho dormito al piano sotto e lui al piano sopra del suo mega-immenso-loft.

E ho concluso che russa.

Ma tanto anche. Nel senso che una mietitrebbiatrice in confronto è nulla.

Ma fin qui, dice, che c'è di strano?

Nulla, vero.

Al momento topico arriviamo ora:

Ero a dormire sotto al Mercante in Fiera dato che egli doveva prendere l'aeroplano stamane, alle 7. Quindi in aeroporto alle 6. Quindi sveglia alle 5 meno un quarto.

Ecco, già qui qualche sentore di cosa possa essere successo si può avere.

Pare che la sveglia (un semplice telefono cellulare) sia suonata e lui mi abbia svegliato. Pare sempre che poi lui si sia riaddormentato, ed io insieme a lui. Io in realtà non ricordo questo passaggio, ma fa nulla. Anche se lui ora addossa la colpa a me. Certo, perché comunque lui mica si è riaddormentato, no, no.

Comunque, dicevamo, si è riaddormentato fino a quando un "Cartolaio! Cartolaio! Sono le 6 e 20! Sono le 6e20!" non mi ha buttato giù dal divano.

Corsa in macchina, sotto la pioggia, su due ruote, schivando tir, bus e trattori, ma 10 minuti non sono stati sufficienti, così come le corse dentro l'aeroporto.

Io invece, da pirla che sono, ridevo come un matto mentre correvo in su ed in giù per l'aeroporto pensando alla scena iniziale di "Mamma ho Perso l'Aereo".

giovedì 2 settembre 2010

Dall'Altra Parte della Barricata


Alla riapertura del negozio mi sono ritrovato con un aiutante in più.

Il caro Mercante in fiera, ancora in ferie per qualche giorno, ha deciso infatti di concedermi il suo prezioso aiuto in questi primi di settembre..

Eh sì, da cliente normale (si fa per dire, è in cima alla mia lista dei casi umani, che ve lo dico a fare) si è trasformato in commesso.

Quando c'è, eh.

Insomma, ha degli orari mooolto flessibili, comunque un pò d'aiuto lo ha dato e lo darà forse ancora qualche volta.

Caspita, però, chi lo avrebbe detto che avremmo avuto un rapporto del genere in così poco tempo?

Ci hanno preso per cugini.

Ci hanno preso per fratelli "Vi assomigliate tanto" certo, come no, abbiamo entrambi due braccia e due gambe...

Ci hanno preso per "Siete amici dai tempi delle elementari, minimo. Magari avete fatto pure l'asilo assieme? No? Da qualche mese? Ma non ci credo"

Ci hanno preso per coppia di fatto.."ah non lo siete? Oh, ma che peccato, sareste davvero una bella coppia...ma non ci avete nemmeno mai pensato?"

Il problema è che in effetti passiamo dal sembrare "Bud Spencer e Terence Hill" a "Sandra e Raimondo", anche nel giro di 10 minuti...

giovedì 3 giugno 2010

Ciu is megli che uan



La prima grigliatina a casa del fratello del Mercante in Fiera non mi era bastata.

L'ambiente, il contesto, i commensali.

Tutto troppo bello, meglio partecipare ad un'altra, con l'allegra famiglia praticamente al completo, giusto per vedere l'effetto che fa.

Famiglia con la quale il Mercante in Fiera non è in buonissimi rapporti.

In pessimi rapporti se proprio vogliamo. Con Madre soprattutto.

E c'ha ragione Lui, aggiungo io. Senza entrare nei particolari, quello che Madre ha fatto al Mercante in Fiera è veramente assurdo e inimmaginabile. Oltretutto senza pentimenti o scuse. Quindi il fatto che non ci parli da anni è il minimo. Il fatto che gli altri l'abbiano perdonata mi stupisce invece. Ma è un perdono più di comodo che di bontà familiare.

Avrei preferito che gli unici due scambi culturali con la di lui Madre non fossero avvenuti in mia presenza, ma invece io c'ero e la commedia dell'assurdo alla quale partecipo da qualche tempo ha proseguito con lampi, guizzi e schizzi.

Quindi in una tavolata con una dozzina di persone quale è la probabilità P(x) che Madre si sieda accanto a me e in faccia a Lui?

Uno.

Ma cretina, stattene più in giù, no? Anzi, meglio, vattene a casa visto quello che hai fatto, no? Tu lo odi, lui ti odia, santo cielo, perché stare sotto lo stesso tetto?

No.

Non si guardano per la prima mezz'ora e tutto sembra andare per il meglio (sarcasmo on). Il Mercante in Fiera è intento a discutere con il di lui Fratello di affari e di case. Peccato che Madre si intrometta continuamente con battute riguardanti il figliolo.

Ma perché? Tu lo odi, lui ti odia, santo cielo.

Ora, tralasciando gli insulti pronunciati in una lingua a me sconosciuta, seconda domanda: quale è la probabilità P(x) che gli animi si riscaldino a tal punto che, grazie ad assunzione di (n+1) birre, volino piatti e avvenga un lancio di suddetta birra che si riversa sul commensale a lato di Madre e su Madre stessa?

Uno.

Inoltre, quale è la probabilità P(x) che il commensale abbia una visione dei titoli dei giornali locali a caratteri cubitali del tipo "Grigliatina al sangue".

Uno.

Per fortuna non è successo nulla, ma qui non si può più scherzare.

Il Mercante in Fiera non deve più vedere questa gentaglia.

Ora si trasferirà ancora più lontano da loro e io spero tanto per lui che non li riveda più. Perché già lo hanno rovinato due volte, penso sia sufficiente e gli basti.

Ma ciccio, proprio quando c'ero io dovevi dire tutto quello che avevi dentro a Madre?

venerdì 28 maggio 2010

Crederci Sempre, Arrendersi Mai


Le lezioni di Inglese al Mercante in Fiera proseguono.

Mi sono arrabbiato però ieri sera perché non sapeva ancora i numeri.

Già mi sembra assurdo che arrivato ai 29 anni tu sappia arrivare solamente fino al 4, ma passi, non tutti possono essere fortunati ed aver studiato. Anche se, santo cielo, i numeri li senti e li leggi in giro, ovunque. Ma nulla, non li sai ancora.

Facciamo quindi un ripasso generale dei numeri.

Glieli faccio ripetere una decina di volte, per cercare di memorizzarli. Fino al 19, mica al 1000.

Gli sottolineo il fatto che, per assonanza, dal three si crea il thirteen, dal four il fourteen ecc.

Glieli chiedo quindi a random.

CM: "Tredici?"

MF: "Thirteen"

CM: "Bravo, sedici?"

MF: "Sixteen"

CM: "Bene, Dieci"

MF: "Uaintiin"

CM: "???:::...:::???"

CM: "Come, scusa?"

MF: "Uaintiin"

CM: "E' sbagliato, tanto anche. Ma mi hai fatto veramente ridere che evito di arrabbiarmi!

mercoledì 19 maggio 2010

L'Outing del Cartolaio



Non sono perfetto, che vi credevate, anche io ho dei lati oscuri, in particolare una mania che mi assale è l'ordine compulsivo.

Odio il disordine.


Proprio mi infastidisce, tutto deve essere perfettamente e precisamente allineato.


Ma non come capita.


No.


Se ci sono di mezzo i colori? Dal nero al bianco, passando per blu-viola-rosso-giallo ecc.


Se invece è possibile dare un ordine alfabetico alle cose, questo prevale su quello cromatico e quindi si andrà dalla A alla Z.


Se sulle confezioni ci sono solo i numeri di catalogo sarà mia premura disporli dal più piccolo al più grande.


Insomma, sono fuori come un balcone pure io. Anche perché faccio le stesse cose a casa.


Figuriamoci quindi come posso diventare a contatto con gente che non è proprio ordinatissima.


Eh sì, sono alcuni giorni che mi ritrovo in situazioni particolari con il Mercante in Fiera che è un tipico esempio di persona non ordinata oltre che mentalmente, anche fisicamente.


Già la birretta del venerdì sera era stata un'uscita particolare.


La pizza di domenica invece si è trasformata in una grigliata a casa del di lui fratello. Per la privacy non dirò altro, ma ad un certo punto della serata sembrava di stare in una puntata di un programma a casa in stile Carrà - De Filippi.


Lunedì mattina è passato tutto sommato in modo tranquillo, rispetto al resto, a fare il bucato in lavanderie a gettone tra un grossista e l'altro.


Ieri sera sono ritornato a casa sua. In cui non era cambiato nulla, i miei punti di riferimento erano saldamente al loro posto: la maglietta a righe sulla sedia, quella grigia appallottolata sul divano, vicino agli strofinacci puliti, la bottiglia di olio vicino al gas e un sacchetto di plastica in mezzo al tavolo.


Per non farci mancare niente ora gli insegno l'inglese. Da zero. Nel senso che arriva al numero 4 da solo, più in là non va.


Ho capito però che sarà una missione impossibile quando ha scritto Grey = Griggio.


C'è da lavorare sodo qui...

sabato 15 maggio 2010

Promemoria



Promemoria per ricordarti cosa hai fatto ieri sera:

Sei uscito con uno dei tuoi clienti, l'appena conosciuto Mercante in Fiera.

Hai accompagnato a casa in macchina una sua barboncina russa, tal Irina.

Durante il tragitto era seduto davanti, ma girato costantemente verso di lei, e le continuava a chiedere cosa le piacesse bere e se bevesse vodka, che però pronunciava "vuod-ckha".

Sei andato nel tuo bar preferito, dove quindi ti conoscono, con questo "pazzo" in cerca di barboncine.

Lui ha fatto leggermente il provolone con la cameriera anni '50.

Certo che iniziare un discorso chiedendole di vedere i suoi tatuaggi...beh, ecco, l'unica cosa banale della serata.

Ha continuato a chiedere alla cameriera di cui sopra dei croccantini (che altro non erano che pop corn) facendoti sprofondare nella sedia mentre cercavi di mimetizzarti con l'arredo.

Era in completo giacca+camicia+cravatta viola dato che tornava dal lavoro.

Sei finito nella sua dimora, che definire trasandata è un complimento.

Si è messo a preparare pasta con patate, zucchine e peperoni all'alba delle 11e45 perché aveva fame.

Sempre indossando giacca+camicia+cravatta viola, che è la mise migliore per cucinare, no?

Lo hai dovuto aiutare dato che era praticamente mezzanotte.

Si è accorto di avere il frigorifero staccato dato che ha una sola presa della corrente e nessuno sdoppiatore...ma tanto non è andato a male nulla...era staccato solo da stamane.

Durante la preparazione del piatto ti ha letto pure le carte.


Ha mangiato davanti a te metà del chilo di pasta che si era preparato.

L'altra metà serviva per oggi da portare al lavoro.

I vestiti sparsi per la casa erano forse il meno.

Quando ha preso in mano un coltello hai avuto timore.

Siete rimasti a parlare fino all'una e mezza.

Ha ragione, comunque, da vendere su tutti i fronti. Ed ha molto intuito. E capisce tante cose. E mi ha dato anche i famosi numeri del lotto. Lunedì li giocherò.

Giusto per ricordarti che, no, non hai sognato nulla di tutto ciò.

Che dovrai scusarti con la cameriera anni '50, magari proprio stasera.

Che avere un'attività a contatto con il pubblico porta anche a questo.

Che spesse volte la tua vita sembra una trama di un telefilm americano, una situation comedy delle migliori.

Ma che se qualcuno il mese scorso te lo avesse predetto, beh, non ci avresti creduto comunque, nonostante altri precedenti particolari.

Però ti è piaciuto.

Peccato che si voglia trasferire.