martedì 7 dicembre 2010

Maddalena's Anatomy


E' appena andata via Lei, la Grey's Anatomy de noartri, non prima di spiegarmi i suoi progressi in campo medico.

M "Sai, adesso riesco a sintire la frequenza. Ho preso un bell'orologio e ora ce la faccio"

CM "Oh, bene, ma che brava"

M "E' sulla pressione che devo fare ancora pratica"

CM "Uhm"

M "Ci sono tutti questi vecchiettini in reparto che mi fanno da cavia, ma a quelli che stanno troppo male non riesco ancora a prenderla"

Oh! Grande! Giove!

M "Il dottore mi richiama, dice che devo esercitarmi, ma è difficile"

E ride!

Oh! Grande! Giove!

Giuro che se non l'avessi sentita con le mie orecchie, stenterei a credermi!

E' allucinante.

Degna di nota la mise della suddetta ragazza.

Partiamo dal presupposto che non è magra. Ha un fisico molto mediterraneo, quando dico molto intendo che porta l'ottava di reggiseno.

Maddalena è fiera del suo corpo e io sono contento per lei che non si faccia problemi, ma indossare camicetta e shorts come Daisy Duke in Hazzard mi pare esagerato.

Anche perché sono shorts molto shorts ed i bottoni della camicetta esplodono nella parte alta.

Se uno le fa notare che forse è un tantino esagerato come abbigliamento, specie in una città e non nel paesino al mare, lei con supponenza risponde che è bella e quindi se lo può permettere.

Bancomatto


Entra un signore, a prima vista normale, sia come aspetto che come richieste.

Deve fare un regalo al pargolo per Natale.

Bravo, non aspetti all'ultimo minuto e non ti lanci in strane richieste del 24 dicembre.

E oltretutto mi scegli con una rapidità esemplare.

Visto e piaciuto.

Proprio bravo.

CM “Sono 35 euro e 90.”

C “Posso pagare con il bancomat?”

CM “Ma certo; può venire da questa parte a digitare il codice?”

C “93873”

CM “Cosa?”

C “E' il codice!”

CM “E me lo dice così?”

C “Sì.”

CM “…”

Si passa da un estremo all'altro.

Ci sono certi che entrerebbero volentieri in una simil-cabina elettorale per nascondersi alla mia visuale.

Poi c'è questo tizio che dice chiaramente ad alta voce il suo numero.

Ovviamente il numero che ho scritto è inventato.

Anche perché saranno passati 20 minuti e chi se lo ricorda più il codice!

lunedì 6 dicembre 2010

I AR



Sabato sera entra in modo spavaldo in negozio Maddalena, ragazza che sta per diventare medico e che quindi ha iniziato a fare praticantato in ospedale.

M: “Non riesco a provare la pressione!”

CM “Ma come, scusa? Stai per diventare dottoressa, potresti quasi già operare e non sai provare la pressione?”

M “Eh, ma non è semplice. Mi hanno dato tutti i vecchietti per fare prova, ma non ci sono riuscita e il primario si è arrabbiato”

CM “Eh, beh, ti credo! E' una cosa semplice, la so fare anche io, scusa”

“Mi insegni allora? Dai, dai insegnami come si prova la pressione!”

Il fato, il caso, il destino, la sfiga, vuole che io avessi un aggeggio per provare la pressione nella cassetta del pronto soccorso.

E in men che non si dica il negozio si trasforma in un'astanteria.

M “Ah, ma che bello questo! Quello che hanno in ospedale è tutto vecchio e rovinato”

CM “Eh, io non è che provi la pressione a tutti i vecchietti che entrano e, anzi, non devono neanche sapere che ho questo affare! Sennò sai che processione?”

Si comincia bene, dato che non sa neppure piazzare (io non conosco i termini esatti, però almeno lo so fare) il bracciale sul braccio.

Lei infatti lo posiziona poco più su del polso e lo stringe pochissimo.

CM “Ma Maddalena pompa più forte! Ci credo che non riesci in ospedale! Su forza, fai andare sta mano. Dovresti essere abituata!”

In tutti i doppi sensi che si possono pensare.

Perché lei è abituata e lo sa tutto il circondario perché si vanta con tutti delle sue abilità e conquiste.

E invece no. Dà un colpo e poi sta ferma 5 secondi. Ovvio che così non si riuscirà mai; comunque dopo tre, quattro prove (su di lei, io non mi fido neanche per una cosa così semplici ad offrirmi come cavia) alla fine pare abbia capito come si faccia a fare questa complicatissima operazione.

CM “Bene, ci rivediamo qui domani con la prossima lezione:
Come mettere una supposta"

giovedì 2 dicembre 2010

Ucci Ucci...Sento Odor di Clientucci...



Da dietro a un bancone se ne sentono di tutti i colori, in tutti i sensi, con tutti i sensi.

C'è la Signora che sa di sapone di marsiglia.

La Nonnina che sa di natfalina.

Il Gay che sa di vaniglia.

Il Manager Riccone che sa di dopobarba al pino mugo.

La Segretaria che sa di bouquet.

Lo Shirilanchese che sa di fritto.

Il Muratore che sa di lavoro.

Il Cinese che sa di cinese.

La Cagnara che sa di cane bagnato.

Il Ragazzone Palestrato che sa di arbre magique. Ma forse è solo il suo deodorante.

Il signor Goffredo che sa di sigaretta. Ma di quella spenta nel posacenere e lasciata lì 3 ore.

Kaori che sa di biscotti. Ma di quelli cattivi.

Flora Fauna e Serenella che sa di muschio. Ma muschio bagnato.

Cetriolo invece sa di muffa. Più che di muffa, sa di umido. Di umido di cantina di casa vecchia, ecco.

Io non so di che cosa so, ma il sapone mi ricordo di usarlo sempre la mattina.

mercoledì 1 dicembre 2010

Sono Vivo e Lotto con Voi


No, non mi sono caduti in testa i vocabolari di Latino e di Greco.

No, non sono sepolto sotto 3 metri di neve.

No, non sono stato legato e seviziato dal Mercante in Fiera.

No, non è che ho avuto il negozio pieno di gente amorevole e per nulla rompiballe.

E' che la scolastica si è protratta più di quanto pensassi generando caos e scompiglio nel mio già agitato cervello.

Cambi di libro che manco al pit stop della Ferrari, cedole da ottenere, contare, ricontare, timbrare, spedire.

In più mi sono laureato ad-honorem anche in medicina, a quanto pare, avendo scritto per intero una tesi.

Sempre considerando che sono qui sempre solo, che mi devo interrompere ogni 2 per 3 per fare una cavolo di fotocopia della carta d'identità..insomma, mi è mancato il tempo materiale.

E si sono ovviamente sommati altri piiiiiccccoli e simpatici problemi, screzi e appianamenti di divergenze.

DEVO però per forza raccontare almeno alcuni dei casi assurdi capitati in negozio.

Per cui rimanete sintonizzati su queste frequenze e potrete scoprire ben presto:

"Come calcolare il proprio ciclo mestruale su internet"

"Come telecomandare un camionista romeno con un cellulare per le vie del mondo"

"Come rimandare nei ranghi il rappresentante gallo cedrone"

"Come rimediarsi un soprannome, dopo i tanti affibbiati ai clienti"

"Come farmi sciogliere in lacrime con due mosse, manco fossi un pupazzo di neve"

e per contro

"Come mandarmi fuori di testa e farmi imbestialire a tempo 0"

"Richieste Varie ed Eventuali" che danno sempre molte soddisfazioni

Buona Lettura

mercoledì 29 settembre 2010

A far i Piaceri...Ci Vuole Pazienza



Entra "Sceneggiata", una cliente anziana con spiccato accento napoletano e piena sempre di problemi che impiega tempi biblici per fare le cose.

Per farle due fotocopie mediamente passano 10 minuti: deve prendere in mano i fogli 6 volte, poi me li dà, li riprende, li controlla se sono giusti, se sono compilati, se sono dritti. Poi dopo controlla le fotocopie. Altri 10 minuti per stabilire quale sia la copia e quale sia l'originale. Insomma, dicesi tempo buttato via.

Oggi fatte le solite sante fotocopie mi chiede una busta dato che le deve spedire.

S: "Lei che è così gentile...non è che me la compila pure?"

CM: "Ma certo signora"

Almeno te ne vai in fretta dal negozio

A volte però ho idee malsane.

Tipo quella di usare un pennarello, a punta media della Papermate che in pratica è una penna, per scrivere l'indirizzo sulla busta.

S: "Ma è sicuro che si può usare il pennarello?"

CM: "Ma certo, dopotutto è praticamente una penna, non c'è alcuna differenza"

S: "No, perché sa, non vorrei in posta facessero problemi"

CM: "No, signora, stia tranquilla...Almeno leggono meglio l'indirizzo"

Tranquilla è morta.

A parte che me lo ha richiesto altre due volte se andava bene l'uso del pennarello.

Non tranquilla, paga e se ne esce dicendo che tanto, nel caso, lei ha altre buste in casa.

Passa un minuto e rientra.

S: "Non è che mi darebbe un'altra busta? Sa, da tenere in casa, possono sempre servire"

Ma malfidente che non sei altro, dimmelo che vuoi riscrivere l'indirizzo perché non ti fidi del mio pennarello! Ti si è allungato il naso come a Pinocchio.

Alla fine ne ha prese due, metti che sbagli a scrivere l'indirizzo sulla prima.

sabato 25 settembre 2010

Momenti Cinematografici


Stanotte ho dormito con il Mercante in Fiera.

Ma no, che vi pensate, sporcaccioni che non siete altro! Nulla del genere.

Dicevo, io ero sotto e lui sopra.

Ancora state pensando a quei filmini sconci?

No.

Io ho dormito al piano sotto e lui al piano sopra del suo mega-immenso-loft.

E ho concluso che russa.

Ma tanto anche. Nel senso che una mietitrebbiatrice in confronto è nulla.

Ma fin qui, dice, che c'è di strano?

Nulla, vero.

Al momento topico arriviamo ora:

Ero a dormire sotto al Mercante in Fiera dato che egli doveva prendere l'aeroplano stamane, alle 7. Quindi in aeroporto alle 6. Quindi sveglia alle 5 meno un quarto.

Ecco, già qui qualche sentore di cosa possa essere successo si può avere.

Pare che la sveglia (un semplice telefono cellulare) sia suonata e lui mi abbia svegliato. Pare sempre che poi lui si sia riaddormentato, ed io insieme a lui. Io in realtà non ricordo questo passaggio, ma fa nulla. Anche se lui ora addossa la colpa a me. Certo, perché comunque lui mica si è riaddormentato, no, no.

Comunque, dicevamo, si è riaddormentato fino a quando un "Cartolaio! Cartolaio! Sono le 6 e 20! Sono le 6e20!" non mi ha buttato giù dal divano.

Corsa in macchina, sotto la pioggia, su due ruote, schivando tir, bus e trattori, ma 10 minuti non sono stati sufficienti, così come le corse dentro l'aeroporto.

Io invece, da pirla che sono, ridevo come un matto mentre correvo in su ed in giù per l'aeroporto pensando alla scena iniziale di "Mamma ho Perso l'Aereo".

venerdì 10 settembre 2010

A Tutti i Genitori di Pargoli in Età Scolare all'Ascolto



Pregasi fare l'analisi logica della seguente frase:

"Non appena arriveranno i libri, la chiamerò"

Frase Principale:

(Io) = soggetto sottointeso = il cartolaio(matto)

la = complemento oggetto= te, mio caro genitore

Chiamerò = verbo = alzo la cornetta e compongo il tuo numero di telefono.

Frase Subordinata:

I libri = Soggetto = quegli insiemi di fogli colorati con tante parole scritte sopra, presente?

Arriveranno = verbo = saranno presenti fisicamente, in carta ed inchiostro, all'interno del negozio

non appena = ammetto la mia ignoranza, non so cosa sia, penso un avverbio di tempo, ma non ne sono sicuro, ma non fa niente perché io a squola ci sono stato il giusto, non un giorno in più, e quindi basta = comunque indica il momento in cui i libri non sono più nella tipografica che li ha stampati, non sono più sul TIR che li ha trasportati, non sono più dal grossista che li ha distribuiti, non sono più sulla mia macchinina che li ha trasportati, MA sono nella libreria del mio negozio con attaccato un cartellino con scritto Pinco Pallino.

Ecco, in quel momento, e solo in quel momento, IO alzerò la cornetta non per chiamare la Mondial Casa, ma Te, mio caro produttore di pargoli, per comunicarti il lieto evento.

QUINDI SE:

Non ti chiamo, vuol dire che......."No, mi dispiace, i libri non sono ancora arrivati"

E no, chiamare successivamente nel pomeriggio cambierà di poco la situazione.

E se ti suggerisco, proprio perché ho capito che hai un rapporto morboso con la cornetta telefonica che non voglio sapere cosa altro ci fai, di riprovare a chiamare LUNEDI', vuol dire che devi aspettare il primo giorno dopo il giorno colorato di rosso sul calendario.

Che oggi è solo venerdì.

mercoledì 8 settembre 2010

Client's Collection: La Signora del Lotto


Tra un libro di testo e una copertina colorata per il quadernone ho appena avuto la visita di una signora che mi è balzata subito nelle prime posizioni della speciale classifica dei casi umani. 

E' il primo nuovo ingresso dell'annata 2010/2011

Verso la settantina, forse appena passati, piccoletta e puzzosa, con cane puzzoso al seguito che forse è più vecchio di lei.

Deve fare una fotocopia.

E' la ricevuta di una giocata al Lotto che deve spedire via fax; con marcato accento meridionale (cioè non capisco nulla di quello che mi dice) mi fa:

Signora del Lotto"Ci può scrivere due paroline?"

CM "Certo, mi dica"

SL "A Veronica Tante Grazie Vittoria"

CM "Cosa, mi scusi? Può ripetere?"

SL "A Veronica Tante Grazie Vittoria"

CM "No, non ho capito proprio, cosa devo scrivere?"

E qui potrei sembrare pure pirla io, lo ammetto, ma non riuscivo a decifrare il messaggio da scrivere.

Ma ecco, ci pensa lei a dirmelo:

SL "Ah, ma lei oggi è un po' sbiadito allora!"

Sbiadito?

Cosa vuol dire?

Che sono pirla?

Eh, tante grazie, servirebbero un corso di dizione ed uno di grammatica per tradurre cosa dici! E mi verrebbe da usare una citazione colta del tipo "Quando la persona è niente, l'offesa è zero", ma evito per il quieto vivere, più che altro per togliermela da davanti il più velocemente possibile.

Alla fine mi spiega che vuole scrivere due righe di ringraziamento a tal signora Veronica per la Vittoria al Lotto.

Eh sì, questa Veronica è una di quelle fattucchiere che ci sono in televisione che danno i numeri.

E a quanto pare la Signora del Lotto gioca spesso. 

E vince pure spesso.

SL "Questa volta ho vinto quasi 6000 euro, ma è poca roba, è una delle vincite piccole che ho fatto, di solito prendo di più!" mi fa con tono quasi schifato.

Rimango senza parole, già dopo lo "sbiadito" l'avevo inserita mentalmente nella classifica, dopo le esternazioni sulle vincite la signora scala ulteriori posizioni.

Paga e mi lascia pure un euro per bere un caffè alla sua salute. E mi raccomanda di seguire il programma in tivvù di Veronica che dà i numeri giusti e si vince sempre.

Cioè, 6000 euro son pochi, capisci a me? 6000?

Se sono pochi e non le servissero, io sono sempre qui in cartoleria, eh...

giovedì 2 settembre 2010

Dall'Altra Parte della Barricata


Alla riapertura del negozio mi sono ritrovato con un aiutante in più.

Il caro Mercante in fiera, ancora in ferie per qualche giorno, ha deciso infatti di concedermi il suo prezioso aiuto in questi primi di settembre..

Eh sì, da cliente normale (si fa per dire, è in cima alla mia lista dei casi umani, che ve lo dico a fare) si è trasformato in commesso.

Quando c'è, eh.

Insomma, ha degli orari mooolto flessibili, comunque un pò d'aiuto lo ha dato e lo darà forse ancora qualche volta.

Caspita, però, chi lo avrebbe detto che avremmo avuto un rapporto del genere in così poco tempo?

Ci hanno preso per cugini.

Ci hanno preso per fratelli "Vi assomigliate tanto" certo, come no, abbiamo entrambi due braccia e due gambe...

Ci hanno preso per "Siete amici dai tempi delle elementari, minimo. Magari avete fatto pure l'asilo assieme? No? Da qualche mese? Ma non ci credo"

Ci hanno preso per coppia di fatto.."ah non lo siete? Oh, ma che peccato, sareste davvero una bella coppia...ma non ci avete nemmeno mai pensato?"

Il problema è che in effetti passiamo dal sembrare "Bud Spencer e Terence Hill" a "Sandra e Raimondo", anche nel giro di 10 minuti...