venerdì 30 aprile 2010

Fatture

Entra la segretaria di uno studio di avvocati con sede nel palazzo di fronte.

S: "Ciao, mi servirebbero le buste trasparenti per il raccoglitore"

CM: "Eccole, sono 2 euro e 20 centesimi"

S: "Grazie. Questi sono i dati per fare la fattura"

CM: "..."

CM: "..."

Mica che avessi capito male le faccio:

CM: "Cioè devo farti la fattura per ste buste"

La segretaria, in evidente imbarazzo, annuisce.

Ok, 30 centesimi di qui, 30 di là, 30 di su, 30 di giù si arriva svelto a 10 euri.

Non so, però mi sa che spende di più a pagare il commercialista che a scaricare sti 30 centesimi...

ps, ciliegina sulla torta, mi ha pagato con 50 euri...

giovedì 29 aprile 2010

Il Gioco del Silenzio

Ieri pomeriggio sembrava tutto tranquillo. Clienti normali, fotocopie - fax - matite - penne. Insomma, anche un po' noioso. Mi metto quindi al computer per scrivere un post, ma non faccio in tempo ad arrivare a metà che mi entrano le "Tre Furie".

Le "Tre Furie" sono un fratello e due gemelle sui 12 - 14 anni circa, ai quali piace passare del tempo nel mio negozio per vedere tutte le belle cose che ci sono.

Ecco, a loro piacerà, a me molto meno. Proprio per niente.

Non lo so, sarà poi stata l'aria primaverile, ma mi hanno fatto letteralmente diventare matto, non riuscivo a cacciarli a casa e non sapevo che più che cosa fare.

Dopo aver spostato ai piani alti degli scaffali tutti i giochi dotati di luci, suoni e colori prima che li spilassero (che verbo orribile!) per sempre, hanno toccato tutto quello che c'era a portata di mano, e spostato tutto lo spostabile.

Io li ho anche sgridati, ma non sono risultato credibile a quanto pare perché loro hanno continuato imperterriti.

Di solito poi solo il fratello si ferma un po', mentre le gemelline pestifere passano di rado.

Finalmente li ho convinti a fare una specie di gioco del silenzio. 20 minuti per farli stare zitti 5 minuti interi...sempre meglio di niente comunque. Alla fine del gioco se ne sono andati.

E' che sono troppo buono. O troppo pirla forse. O mi devo forse far pagare come baby sitter.

In mattinata mi ha anche telefonato la madre per scusarsi di come si sono comportati.

In chiusura verso le sette e trenta, i casi della vita, è arrivata la "Maestra delle setteeventinove*" per fare le fotocopie della fiaba di Andersen "Il Pifferaio Magico".

Lo Sapevate come va a finire la fiaba? I bambini mica tornano in paese, no, quella è la versione buona. In realtà li butta tutti in un burrone. Sapevatelo (cit.)

*seguirà a debito tempo la scheda completa..ma già secondo me si può intuire la sua caratteristica di base fondamentale.

venerdì 23 aprile 2010

X Rated

Entra un tizio non proprio in peso forma (e detto da me che, insomma, ecco, stendo un velo pietoso sulla bilancia quando mi peso, però, insomma, ecco, è un dato di fatto che la bilancia si lamenta lo stesso) che vuole dei badge per infilarci il suo tesserino di Testimone di Geova.

E fin qui, tutto normale. Non cerca neanche di convertirmi come quelli che mi fermano per strada. Ottimo direi.

Il momento clou arriva quando il tizio, che non doveva portare cinture/bretelle, si è girato e piegato per mettere i badge nel suo squallido zainetto (cit.) e mi ha, diciamo, mostrato molto più di quanto volessi vedere. Mooolto di più.

giovedì 22 aprile 2010

Conti e Sconti

Parte 1

Vecchia Befana: "Buongiorno, vorrei un bel biglettino per la cresima del mio nipotino"

CM: "Ecco, può scegliere tra questi. Particolari sono questi a libretto con vari pensieri"

Orrendi in realtà, con frasi di circostanza, ma ho notato piacciono

VB: "Oh, prendo questo allora, bello"

CM: "Va bene, sono 2 euro e 50"

VB: "Eh, ma me lo fa un po' di sconto?"

Ogni tanto il self-control mi abbandona

CM: "Su 2 euro e 50? Ma sta scherzando forse?"

La befana ride.

VB: "Eh, sa, sono talmente abituata a chiedere lo sconto che mi viene automatico"

Ecco, la prossima volta che ti arriva la pensione telefono al nostro giovine premier e gli dico di levarti 2 euro per una tassa qualsiasi una tantum, vediamo come la prendi.

Parte 2

Uomo Orrendo: "Ecco ho deciso, prendo questo"

Bene, bravo, era ora, sei dentro da mezz'ora e mi hai fatto domande stupide e ripetitive che non ce la faccio più.

CM: "Sono 13 euro"

UO: "Beh, ma me lo fa un pochino di sconto"

Che poi io sono più pirla di loro a farglielo, ma vabbè

CM: "Va beh, 12!"

Ma levati dalle scatole entro 5 secondi

UO: "Ah.."

e mi guarda sconsolato

UO: "Dieco proprio non si può fare?"

CM: "Ma direi proprio di no."

Parte 3

Ragazza Stupida: "Devo fare queste fotocopie"

CM: "Va bene"

e le conto. Sono 13. La ragazza stupida è già stata qui sabato scorso, ha fatto la bellezza di 50 fotocopie, insomma un'enormità, una spesa di 5 euro che quasi voleva aprire un mutuo.

Ragazza Stupida le riconta, non si fida di me. Brava, già ti adoro insomma.

RS: "Sono 13. Facciamo che sono 10?"http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=1749791233089585794&postID=2315274871530434841

CM: "Ma anche no. Facciamo che sono 13"


Il problema principale di questi 3 pezzenti è che non sono pezzenti, o almeno vanno in giro vestiti bene, borse di marca (le ho lette, ma non me le ricordo già più...Fendi una mi pare...vabbè, comunque borse che conosco io, quindi famose) e non sono i poveri immigrati o casi disperati che ti fanno pena.

E questi sono gli ultimi 3 della serie di questa settimana.

Io, piuttosto che chiedere uno sconto, pagherei di più. E' una cosa che mi fa vergognare su cifre del genere.

mercoledì 21 aprile 2010

Client's Collection: Nonna Indecisa

Nella conta dei casi umani di ieri questa signora mancava.

E' una nonna giovanile, non una vecchia con la crocchia per intenderci, sembra anche abbastanza normale. Il problema è che è dotata di un processo decisionale lungo, articolato e sconclusionato. Il tutto per prendere dei piccoli regali da portare al pargolo.

Lei deve avere l'idea nuova, alternativa, che non s'è mai vista prima, al fine di stupire il pargolo.

Molto bene. Ci sono tanti giochetti strani. E i gormiti, e Ben 10 (e un giorno seguirà post su di me e la mia scoperta che il 10 scritto sulle confezioni di Ben 10 era da intendersi come 10=Ten...ma lasciamo stare ora che sto parlando di Nonna Indecisa).

Ma a Nonna Indecisa i mostri proprio non piacciono. Quindi per lei è no.

Lego? Ah, sì, quella potrebbe essere un'idea. Ma questo magari lo ha già, ma questo è troppo piccolo, ma questo è troppo grande. Poi magari perde i pezzettini. Per lei è no

Playmobil? Come sopra. Per lei è no.

Queste sono scene che bene o male si ripetono sempre al suo arrivo dato che una volta finite le 2-3 novità appena arrivate.

E già qui uno potrebbe aver capito il perché del soprannome (io non riesco a trattenermi dal dare un soprannome a chiunque). Ma questa è la routine.

No, invece il soprannome deriva da una delle prime volte che è venuta nel mio negozio. Aveva visto in vetrina una macchina, una Lamborghini Gialla (iniziamo a introdurre un indizio sul cosa le possa aver annebbiato la mente mentre doveva scegliere) con le portiere apribili verso l'alto, come ogni Lamborghini che si rispetti insomma.

N.I. "Ho visto quella macchinina Gialla con le porte aperte, me la fa vedere?"

CM "Certo signora, ecco"

N.I. "Ah, ma che bella, sì, sì, mi piace"

(Ovvio che la scelta non era stata così veloce, minimo avrà girovagato per il negozio 10 minuti, ora non ricordo di preciso. Ma di sicuro non è stata una scelta immediata.)

CM "Bene, le cerco la scatola"

E qui il mio omino del cervello non sapeva ancora bene con chi avesse a che fare e quindi mi suggerisce di dire la seguente frase:

CM "Se vuole c'è anche Bianca"

Fulmini, lampi, saette e tempesta. Il segnale che scatena l'inferno.

Me tapino, me sventurato, me disgraziato. Con quelle semplici parole ho dato vita ad una telenovela che manco Beautiful.

NI "Ah, me le fa vedere entrambe allora?"

Passano forse 5 minuti in cui passa dalla Gialla alla Bianca, e apre le porte della Gialla, e chiede se pure alla Bianca si aprono, e le richiude, e che belle, e non so quale scegliere, e mi piacciono tutte e due.

NI "Prendo la Gialla, è a prima che ho visto"

CM "Va bene"

E gliela avvito. Un paio di minuti per fare questa operazione le sono sufficienti per cambiare ovviamente idea.

NI "Guardi, se non le dispiace, prendo quella Bianca"

CM "Va bene, allora eccola, è già nella sua scatola!"

Anche se in quel momento erano tutte e due inscatolate oramai

NI "No, ma quella Gialla è più bella. Prendo la Gialla"

Per cercare di finire batto lo scontrino e infilo sta benedetta macchinina Gialla nel sacchetto

CM "Arrivederci"

NI "Arrivederci"

Ma come nelle migliori soap, almeno penso, non è che ne abbia mai visto più di due minuti, ma io me le immagino così, mica finisce così la storia.

E no, ritorna. Dopo qualche minuto eccola che vuole cambiare colore.

NI "Me la può cambiare? Ho pensato che è meglio Bianca"

La mia palpebra nel mentre comincia a tremare, segno che sto per tirare una testata al muro.

Per levarmela dalle palle in fretta faccio un cambio volante e la spedisco fuori dal negozio contenta e felice con la Bianca nel sacchetto.

Ah, che bello, basta!

Sì, come no.

Passa più tempo la seconda volta, forse quasi un'ora.

Rieccola.

Il mio omino de cervello non so come mai mi aveva fatto tenere la Gialla sotto al bancone.

Appunto.

NI "Non mi mandi a quel paese"

Mia cara, già fatto, non ti preoccupare. Secondo te aspettavo così tanto?

CM "Ma no signora. Ha cambiato ancora idea?"

NI "Eh, sì, posso riavere la Gialla?"

Ma te pensa, non l'avrei mai detto...

Figuriamoci quando sto bambino dovrà sposarsi! Per il regalo di nozze penso condurrà qualcuno minimo al suicidio. Per fortuna ha solo 6 anni...

PS, Ci sono anche volte che sta qui magari mezz'ora e poi non compra nulla perché non fulminata dalla divina idea...così, tanto per gradire di più...

martedì 20 aprile 2010

La Conta

Oggi è una mattinata tranquilla. Non c'è molto da fare. Ecco, potrei pulire la vetrina, ma non ne ho assolutamente voglia.

Così mi sono messo a fare una conta dei casi umani che capitano in negozio e sono arrivato alla bellezza di 39!

39 considerandoli così
  • ricorrenti, cioè sono entrati in negozio un minimo di 4-5 volte;
  • contando i gruppi famigliari come 1 solo caso umano;
  • contando gli esseri facenti parte di uno stesso gruppo, ma senza legami di parentela, come 1 caso umano comunque.
Ora non resta che stilare la classifica dal meno peggio al peggio del peggio.

lunedì 19 aprile 2010

Il Futuro è nelle Loro Mani

Sabato sera quasi all'ora di chiusura entra un ragazzino dal look emo di tendenza. Capello nero che va di qua e di là, occhio a palla, orecchini in ogni dove, jeans strappati...un bell'ometto insomma

Emo: "Ciao, mi faresti una fotocopia?"

mi dice con tono sicuro e sprezzante

CM: "Certo"

E poi prosegue, sempre con tono sprezzante, mentre io ritorno verso il bancone dalla fotocopiatrice

Emo: "Ecco, adesso ti pago con il bancomat"

CM: "Cosa scusa?"

Emo: "Eh, ecco qui!"

E mi porge il tesserino del bancomat

CM: "Ma sono 10 centesimi!"

Emo: "Ah, così poco? Allora no, io pensavo fossero 3 euro"

CM: "Una fotocopia sola?"

E poi, anche un bancomat di 3 euro non è che mi faccia così saltare di gioia..son più le spese che altro

Emo: "Eh, però non li ho...devo andare a casa a prenderli"

CM: "Va bene, vai e poi me li porti"

sabato 17 aprile 2010

Fa Sempre Piacere

Cari i miei David Gandy, Cristiano Ronaldo e vari rugbisty smutandati per Dolce e Gabbana occhio che arriva la concorrenza per le prossime pubblicità.

Stamattina, mentre sistemavo uno scaffale a lato della vetrina con la porta di ingresso aperta, odo la seguente conversazione:

Signorina 1: "Ah, ma che belle queste idee regalo che ci sono in vetrina"

Signorina 2: "Ah, sì, sì, hai proprio ragione. Io vengo qui spesso a prendere i regalini. C'è dentro un ragazzo giovane e carino che ha proprio tante belle cosine!"

Ed erano ai lati della vetrina, cioè come io non vedevo loro, loro non potevano vedere me perché nascosto dalla vetrina stessa. Normalmente, fossi stato in fondo dietro al bancone, non le avrei ne manco sentite.

Quando si sono allontanate mi sono affacciato per vedere chi fosse la cliente che pensava fossi giovane e carino. Giusto per sapere con chi avere un occhio di riguardo da oggi in avanti.

Fa sempre piacere ricevere dei complimenti del genere e comunque qui nella via di fianco c'è un ottico molto bravo.

venerdì 16 aprile 2010

La Guera è Guera

Stamane, all'alba delle 7 e 35, rispondevo agli attacchi che il nemico mi portava su triplici fronti:

- Frixion (trattasi di nuova frontiera nel campo delle penne cancellabili)

- Sferografica (il classico trampolino prima della stilografica)

- Replay Papermate (la penna cancellabile per antonomasia)

Non è stato semplice, ma non ho avuto perdite nel mio esercito.
Il nemico, in qualità di madre sempre attenta alle necessità del figlio, affermava che il pargolo non riuscisse a scrivere a scuola per colpa delle penne che erano secche. Le quali penne erano state comprate nel mio umile negozio solamente settimana scorsa eche addirittura il fanciullo avesse preso delle note dalla maestra per colpa di queste penne.
Ma la Frixion, dopo crash test, risultava non solo scorrevole, ma addirittura scriveva meglio di quelle che provo io solitamente. La signora ha ammesso che forse era troppo nuova e doveva rodarsi.

Primo attacco respinto

La Sferografica aveva invece subito già un crash test, nel senso che il pargolo aveva incastrato una cartuccia al contrario all'interno di essa. Ovvio che sarebbe strano se si riuscisse ad infilare un' altra cartuccia dal verso giusto. Citando esperienze personali in qualità di pargolo ho enumerato ala madre le mie Sferografiche morte in battaglia. La sua è solo la prima, la sciura farà meglio a prepararsi ad ulteriori acquisti o a dare una girata al pargolo.

Secondo attacco respinto, anche se in questo caso gli ho promesso che avrei provato a scastrargliela.


Il terzo attacco è stato il più duro: Replay. Già questa di suo non scrive bene, da sempre, come fare per arginare il nemico? Beh, accorgendosi che la gommina era stata palesemente usata e che quindi quella penna era nuova tanto quanto il Colosseo. A parte il fatto che l'adesivo con il codice a barre era stato sapientemente riappiccicato, ma non nel verso giusto, lasciando così intravvedere che si trattava di attacco subdolo. Oltretutto la penna era parecchio sporca di inchiostro. Ci mancava solo l'impronta dei denti del pargolo sulla plastica per essere una classica replay usata parecchio destinata alla rottamazione

Terzo attacco respinto.

Non so, il cliente avrà sempre ragione, ma io son mica qui a cambiare le penne che non scrivono più perché sono state usate!

Bilancio? Ha comprato un'altra Replay e due cartucce per la Frixion...e le ho provate IO prima di dargliele. E le ho fatte pure provare a lei...
C'è da dire che l'attacco era stato sapientemente pianificato, ponendo le basi nelle sue due precedenti venute, con lagne e piagnistei riguardanti le penne. Ma è stato forse d'aiuto tutto ciò in quanto, malfidente come sono, ho iniziato a dubitare della sciura insciallata e del suo pargolo (che non si è portata dietro conscia che, sotto attacco di domande a raffica, sarebbe crollato)

Il tutto nonostante fossero le 7e35 di mattina...

martedì 13 aprile 2010

Alternative Merceologiche

Entra un ragazzetto con passo deciso spedito e mi fa:

Ragazzetto: "Salve, volevo sapere se oltre ai libri di scuola vendeva anche libri normali da sfogliare"

CM: ":::"

CM: "???"

CM: "..."

CM: "Ehm, no, prendo solo le prenotazioni di testi scolastici, mi spiace"

Non sono ancora preparato a certe richieste e penso di essere rimasto circa dieci secondi a fissarlo in stile mucca che guarda il treno che passa.

Tra l'altro è ancora qui fuori sulla sua Smart...starà sfogliando qualche libro come passatempo?

sabato 10 aprile 2010

Mors Tua, Vita Mea

A volte ho idee malsane. Per esempio quella di mettermi sulla porta del negozio a guardare passare persone, animali e cose.

Passa un tizio, non vecchio, ma neanche giovane, già visto qualche volta per piccole cose tipo fotocopie o fax.

Penso abiti in zona.


Mi vede, attraversa la strada e con un accento tipicamente pugliese mi fa:

Uomo Pugliese: "Sai cosa dovremmo fare noi qui?"

Mi guardo intorno. Ci sono solo io.
Ce l'ha proprio con me.

CM: "Cosa?"

U.P. "Mettere su una bella officina che ripari moto vecchie"

Giusto per non essere scortese, rispondo

CM: "Ma io non ne capisco niente di meccanica, men che meno di motociclette"

U.P. "Eh, beh, ma io sì!"

U.P. "Ho rifatto le Vespe, quelle vecchie, con un faro solo!"

CM: "Ma io non ne capisco niente di moto lo stesso." e poi, ma esistono vespe con due fari?

U.P. "Eh, ma sai quanta gente verrebbe?"

CM: "Ma prima là non c'era mica uno che aggiustava le moto?"

U.P. "Sì, sì"

CM: "E non ha chiuso dopo neanche sei mesi?"

U.P. "Eh, ma quello non le riparava bene come me"

CM: "Ah, ecco"

CM: "Ma anche no, comunque"

venerdì 9 aprile 2010

1254

Conversazione telefonica. La signora chiama per sapere se ho un tal giocattolo (sì, tengo anche qualche gioco-giochino per riempire il negozio, ma non ho un vero e proprio negozio di giocattoli)

S: "Allora proprio non lo tiene?"

CM: "No, mi spiace signora"

S: "E dove lo posso trovare?"

CM, Provi a chiamare qualche fruttivendolo, mi verrebbe da dire, ma invece evito il mio sarcasmo e le dico: "Mah, signora, provi in un altro negozio di giocattoli"

S: "Ecco sì, mi dà il numero di Toys?"

CM: "Cosa, scusi?"

S: "Voglio il numero di telefono di Toys! Sulla rubrica non lo trovo!"

CM: "E lo dovrei trovare io, mi scusi?"

S: "Eh, ma pensavo che essendo giocattoli lo conoscevate"

CM "Ma che ragionamento è signora! Al massimo potrei cercarlo sulle pagine gialle, ma se mi dice che Lei non lo trova, è inutile! Come faccio a trovarlo io?"

E poi, brutta befana che non sei altro, vuoi anche che chiami al tuo posto per fartene mettere uno da parte? Ma và a ciapà i ratt, strega

S: "Vabbè, vabbè, grazie lo stesso, arrivederci"

Ma anche no magari.

E comunque non c'è sul serio il numero di telefono sulle Pagine Gialle...

mercoledì 7 aprile 2010

Bianco, Nero e Colore

Cliente sulla quarantina, sembra aver fretta ed essere impaziente..

C: "Buongiorno, dovrei stampare dalla chiavetta; quanto mi costerebbe stampare a colori?"

CM "A colori sono 50 centesimi"

C. "Va bene allora facciamola a colori, è il tagliando sostitutivo dell'assicurazione dell'auto"

CM. "Ok, come si chiama il file?"

C. "Assicurazione Auto"

C. "Ma non me la faccia a colori, eh! Che è solo il tagliando sostitutivo dell'assicurazione dell'auto"

CM. "Come preferisce lei; allora stampo in bianco e nero?"

C. "Ma sì, facciamola a colori. Ma si può fare a colori solo il logo?"

CM. "Ma c'è SOLO il logo colorato!"

C. "Ah! Allora facciamola in bianco e nero"

e qui arriva il genio che è in lui

C. "Nel caso facciamo poi dopo una fotocopia a colori!"

CM "..."

cerco allora di farlo tornare sulla retta via

CM. "Ma non si può, DOPO, far diventare una stampa in bianco e nero a colori! Allora stampiamola direttamente a colori. Se la stampiamo in bianco e nero, non si può poi fotocopiarla a colori."

C. "Ma, no, dai, va bene il bianco e nero"

CM. "E' la sua risposta definitiva?"

martedì 6 aprile 2010

L'Interpretazione dei Sogni

Ecco, ad essere il cartolaio di riferimento della zona, centro d'ascolto e ritrovo dei casi umani può capitare anche che ti sognino di notte.

Cliente, oltretutto abitudinario, "Sai, l'altra notte ti ho sognato"

Ossignoresantissimo...ho paura. Non vorrei andare oltre nel racconto, sento già che non mi piace la storia, ma lui continua...

C:"Ho sognato che io entravo in negozio ed era tutto diverso, c'era tua mamma che vendeva calze e mi diceva che tu eri morto!"

CM: "Io ero cosa?"

C: "Morto!"

CM: "Ah, ecco, speravo di aver capito male"

Comunque poteva anche andarmi peggio, per dire.

domenica 4 aprile 2010

Cosa Essere Tu?

Dopo aver trovato in rete il blog di un orologiaio frustrato a cui ne capitano di cotte e di crude (http://clerks.splinder.com) ho trovato lo spunto per aprire un blog tutto mio dove raccontare cosa diamine può accadere all'interno di un negozio di cartoleria preso d'assalto spesso e volentieri da clienti - casi umani che non avrei mai pensato potessero esistere.

Client's Collection: il Signor Goffredo

Apro la serie sulla fauna che popola il mio umile negozio con uno dei clienti più assidui, il signor Goffredo (mio soprannome, non si chiama così), novantenne arzillo che passa quasi una volta al giorno a vedere come procede il negozio e che ogni tanto ha qualche problema di cartoleria

C.M. "Buongiorno signor Goffredo"

G "Buongiorno"

C.M. "Come andiamo?"

G "Eh, non bene"

G "La matita (penna, anzi, un refil per la sua penna) che ho preso da Lei (io, ndr) l'altra settimana non scrive bene, è dura; non è uguale a quella di prima; io glielo avevo detto che non era uguale..."

C.M. "Ma no, guardi che era identica, abbiamo anche confrontato i ricambi uno accanto all'altro"

G "No, non è uguale, e non scrive bene. E' dura. Allora quando faccio le parole incrociate tengo di fianco un pezzetto di carta vetrata e ce la passo sopra. Perché è dura, ecco, così l'ammorbidisco un pochino. Anche se non è uguale a quella di prima!"

C.M. "E scrive ancora?"

G "Sì, sì, anche se è ancora un po' dura"

C.M. "Eh, l'ho capito anche io che è dura..."